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Pressing dem su Bonafede: "Intervenga sulle carceri" PDF Stampa
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di Giulia Merlo


Il Dubbio, 7 aprile 2020

 

Sponda anche di Italia Viva. Cosimo Ferri: "La norma contenuta nel "Cura Italia" va modificata". Pur con la diplomazia che serve usare in una situazione di emergenza, il Pd interviene nel dibattito sulla gestione delle carceri. Il destinatario del messaggio è chiaro: il Guardasigilli Alfonso Bonafede, già bersagliato nei giorni scorsi da appelli e richieste provenienti sia dai penalisti che dalla magistratura che dai garanti dei detenuti.

"La situazione nelle carceri italiane è molto pesante e dobbiamo evitare i rischi di una bomba sanitaria. Le tensioni di ieri a Santa Maria Capua Vetere e Secondigliano sono un nuovo allarme che impone a tutti interventi seri e reali contro il sovraffollamento. È in gioco la tutela della salute di tante persone recluse e sono in gioco la tutela della salute e della sicurezza di migliaia di agenti di polizia penitenziaria, cui deve andare la gratitudine del Paese per il difficilissimo lavoro che compiono per la sicurezza di tutti".

A scriverlo in una nota è il deputato Walter Verini, responsabile giustizia dei dem, che pur con lessico da politico esperto indica in modo deciso la linea del Pd sulla questione: "Si deve evitare il ripetersi di rivolte che mettono a rischio la sicurezza della collettività. Tutti i paesi hanno adottato provvedimenti credibili contro il sovraffollamento: dall'Iran alla Francia, dal Marocco agli Stati Uniti. Anche in Italia si deve fare presto".

Come a dire, si è già perso anche troppo tempo. La richiesta dei dem è di fatto quella già avanzata da chi di carcere si occupa da tempo, come sottolinea lo stesso Verini: "Lo hanno chiesto tantissime voci autorevoli: mandare ai domiciliari detenuti verso la fine della pena, che non rappresentano allarme sociale, che hanno tenuto buone condotte, escludendo ovviamente quelli per reati gravi e ostativi, va fatto presto e davvero". Insomma, esattamente ciò che il ministro fino ad ora si è dimostrato riluttante a fare. Per i dem non c'è più tempo e viene annunciato il fatto che il partito prenderà di petto la questione proprio questa settimana, durante il confronto che si aprirà in Senato sil decreto legge Cura Italia.

Sul punto, il Pd dovrebbe trovare la sponda di Italia Viva, che ha utilizzato toni decisamente più aspri nei confronti di Bonafede. Il deputato ed ex sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore, nei giorni scorsi aveva definito "la situazione nelle carceri e assolutamente fuori dal controllo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, il cui capo dipartimento è incredibilmente ancora al suo posto" e ripetuto che "il ministro Bonafede non ha intenzione di recedere dalla sua linea e sostiene che la situazione sia sotto controllo" ma "solo riducendo il sovraffollamento con misure ben più adeguate di quelle, totalmente insufficienti, previste dal governo, effettuando tamponi e dotando di tutti i dispositivi di protezione individuale gli operatori della Polizia Penitenziaria e il personale, si potrà prevenire quello che rischia di essere una delle più gravi crisi mai registrate nel sistema penitenziario italiano".

Sulla stessa linea ieri anche il magistrato e deputato di Iv, Cosimo Ferri, che ha plaudito proprio al "positivo cambio di passo da parte del Pd sulle politiche di Bonafede" e attaccato frontalmente il Guardasigilli, che "non ne azzecca una e va aiutato per il bene della giustizia e della tutela della salute di tutti". Tranciante il suo giudizio sulle norme inserite nel Cura Italia: "Non servono e non risolvono il problema né sanitario né quello del sovraffollamento carcerario. Va modificata la norma e vanno previste ipotesi più ampie per accedere all'esecuzione della pena domiciliare".

Un accerchiamento, quello del ministro della Giustizia, che potrebbe costringere via Arenula a rivedere le proprie posizioni, proprio nelle ore delle proteste - solo le ultime in ordine di tempo - nelle carceri di Sicilia e Campania. Bonafede in questi giorni ha scelto la linea del silenzio, messo all'angolo dalla cronaca oltre che dal le pressioni degli alleati di governo, insieme alle recenti dichiarazioni del pg di Cassazione Giovanni Salvini.

In questa direzione vanno anche le pressioni del Vaticano, con Papa Francesco che, nell'introduzione della messa a Santa Marta, è tornato a chiedere un intervento alle istituzioni: "Vorrei che oggi pregassimo per il problema del sovraffollamento delle carceri. Dove c'è sovraffollamento, tanta gente, c'è il pericolo che questa pandemia finisca in una calamità grave. Preghiamo per i responsabili, coloro che devono prendere le decisioni, perché trovino la strada giusta e creativa per risolvere il problema". Chissà se l'auspicio d'Oltretevere farà più breccia di quello del Nazareno.

 

 

 

 

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