Martedì 27 Ottobre 2020
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PROGETTO. Dalla reclusione alla restituzione: nuovi modelli per una Giustizia di Comunità PDF Stampa E-mail
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PROGETTO SOSTENUTO CON I FONDI OTTO PER MILLE DELLA CHIESA VALDESE

 

Dalla reclusione alla restituzione:

nuovi modelli per una Giustizia di Comunità

 

La comunità come luogo di incontro per diffondere una nuova e più efficace elaborazione dei conflitti: questo cambiamento culturale si svolge anche e soprattutto nei servizi dell’amministrazione della giustizia, in quelli sociali e nel mondo dell’associazionismo che si occupa dei percorsi di recupero degli autori di reato.

La nostra proposta mira da un lato a rafforzare l’impegno del volontariato nell’accompagnamento di persone in Esecuzione Penale Esterna e nella ricostruzione dei legami con la comunità interrotti a causa del reato, con interventi volti alla condivisione di strumenti e metodi fra i partner aderenti all’iniziativa e attraverso lo scambio di esperienze e dei percorsi formativi teorici e pratici per volontari e operatori istituzionali; dall’altro a favorire il reinserimento sociale dei condannati che devono scontare una pena in Area Penale Esterna e che, in alternativa al carcere, possono svolgere lavori di pubblica utilità o attività di volontariato.


AZIONI


1. Programma di formazione rivolto ai volontari e agli operatori professionali della giustizia


Attività

  • Il corso di formazione teorico-pratico si svolgerà a Padova e riguarderà i temi della “giustizia di comunità” e della mediazione dei conflitti.


Obiettivi

  • Fornire competenze sui temi della giustizia di comunità e della risoluzione pacifica dei conflitti, in modo da ampliare l’offerta di servizi dedicati alla giustizia secondo l’approccio riparativo.


Ruolo dei partner

  • Alla formazione parteciperanno (iscrivendo come corsisti alcuni dei propri volontari) tutti i partner, oltre agli operatori degli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna e dei Servizi Sociali comunali.
  • La formazione sarà delegata ad un soggetto terzo (Cooperativa DIKE, che vanta oltre 20 anni di esperienza specifica sui temi oggetto del corso)

  • 2.Organizzazione di laboratori di discussione, approfondimento e scrittura con gruppi di persone “messe alla prova” o condannate in misura alternativa, volontari e studenti.


Attività

  • I laboratori con gruppi composti da persone condannate in misura alternativa e persone “messe alla prova”, volontari, studenti, mediatori dei conflitti e vittime di reato, si svolgeranno a Padova e Verona. All’interno di questi incontri uno spazio privilegiato sarà offerto alla scrittura e, in particolar modo, alla scrittura autobiografica.


Obiettivi

  • Costruire un percorso di responsabilizzazione e consapevolezza insieme a persone “messe alla prova”, persone condannate in misura alternativa, volontari, mediatori dei conflitti, studenti e tirocinanti.
  • Spiegare e testimoniare l’esperienza di “messa alla prova” ove e quando venga richiesto.


Ruolo dei partner

  • Ai laboratori parteciperanno tutti i partner con alcuni propri volontari, selezionati tra coloro che partecipano al corso di formazione. I laboratori Padova saranno organizzati dall’associazione capofila e quelli di Verona saranno organizzati dall’ODV “La Fraternità”.
  • Per questa attività non è richiesto alcun cofinanziamento ai partner

  • 3.Redazione di bollettini informativi dedicati alla Giustizia di Comunità


Attività

  • Redazione di 6 numeri del bollettino informativo dedicato alle misure di comunità: con tiratura di 2.000 copie e distribuzione gratuita nelle carceri e negli UEPE del Veneto (per le persone condannate) e per gli operatori della giustizia, volontari e istituzionali. Il formato cartaceo consente di raggiungere anche i detenuti, che non hanno l’accesso al web). Il bollettino conterrà informazioni pratiche sull’accesso e la gestione delle Misure alternative al carcere, sulla Mediazione dei conflitti e la Giustizia Riparativa, ma anche scritti autobiografici delle persone in Misura alternativa, riflessioni di vittime di reato, operatori, volontari e studenti, etc.
  • Gestione di uno spazio web dedicato alle misure di comunità e di una newsletter destinata agli operatori e agli utenti del “sistema giustizia”, dedicando uno spazio nuovo, più facilmente fruibile dai “non addetti ai lavori” e una particolare attenzione a questi temi.


Obiettivi

  • Attraverso la pubblicazione del bollettino mantenere un dialogo aperto con il territorio sui temi riguardanti il carcere e la giustizia, ma anche fornire indicazioni pratiche e giuridiche per le persone condannate, in modo da agevolarle nel loro percorso di reinserimento sociale.
  • Far conoscere e promuovere la “Giustizia di comunità” in tutte le forme previste dalla legge: mediazione penale, percorsi di riconciliazione e di riparazione a favore della comunità, con particolare attenzione alla cultura della riparazione e della restituzione.
  • Condividere con le istituzioni e il volontariato anche di altri territori l’esperienza del “gruppo di discussione”.

Ruolo dei partner

  • Le attività redazionali verranno svolte a Padova e saranno curate dall’Associazione capofila Granello di Senape Padova.
  • Le Associazioni partner cureranno invece la distribuzione nei loro territori del bollettino cartaceo (carceri e UEPE delle rispettive città).
  • Ogni Associazione partner contribuirà finanziariamente ai costi dell’editing, ricerca fotografica e stampa tipografica con un importo pari al 5% del costo complessivo della stessa: sarà steso al riguardo un apposito accordo.


4.“A scuola di libertà”, per coinvolgere anche messi alla prova, persone in detenzione domiciliare, semiliberi e affidati nel lavoro di sensibilizzazione nelle scuole, ma anche nei quartieri.


Attività

  • Si prevede di incontrare almeno 200 classi per un totale di 4.000 studenti. Gli incontri nelle scuole vedranno la presenza di detenuti in permesso, persone “messe alla prova”, persone condannate in misura alternativa, vittime di reato, volontari e operatori, con i quali si affronterà più da vicino il tema dei comportamenti a rischio in particolare dei giovani (guida in stato di ebbrezza, reati legati al consumo di sostanze, trasgressioni che finiscono nell’illegalità).


Obiettivi

  • Far riflettere gli studenti sui rischi della devianza e sulle difficoltà del reinserimento sociale per coloro che hanno trasgredito, in ottica di prevenzione.
  • Rendere il territorio più accogliente nei confronti delle persone, che stanno scontando una pena fuori dal carcere, attraverso le storie, le testimonianze di vita che sono sempre la miglior forma di coinvolgimento dei cittadini, soprattutto in un periodo in cui domina la paura. E a creare paura sono anche quelle persone vissute come potenziali “nemici” perché dovrebbero stare in carcere e invece magari lavorano accanto a te. Per questo è fondamentale far capire alla popolazione che le misure di comunità sono un investimento sulla sicurezza, e a farlo possono essere proprio i diretti interessati, e anche, quando possibile, i loro famigliari.


Ruolo dei partner

  • Tutti i partner parteciperanno all’organizzazione e alla realizzazione dell’attività, oltre agli operatori degli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna, ciascuno nel proprio territorio di riferimento.

 

 

 

 

 


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