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Forlì: sei detenuti al lavoro nel laboratorio di illuminotecnica del carcere PDF Stampa E-mail
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Redattore Sociale, 27 luglio 2011

 

Questa mattina a Forlì è stato firmato l’accordo per il rilancio di un laboratorio di illuminotecnica nella casa circondariale di Forlì-Cesena. Il piano prevede l’introduzione di un coordinatore tecnico, il laboratorio dà lavoro a 6 persone dal 2006.

Un accordo per sottolineare e rilanciare l’impegno nella formazione dei detenuti nel carcere di Forlì-Cesena, e formalizzare lo sforzo di tutti i soggetti, pubblici, privati, e di privato sociale, nel reinserimento dei reclusi in attività lavorative. Oggi presso il comune di Forlì è stato firmato un accordo per la promozione e la continuazione di un progetto attivo già a partire dal 2006: un laboratorio di illuminotecnica nella casa circondariale di Forlì-Cesena in cui i detenuti, soggetti alla disciplina del lavoro in carcere ex articolo 21, assemblano luci ed elementi di arredo urbano per conto di committenti esterni. “La novità – spiega l’assessore comunale al Welfare Davide Drei – sta nella formalizzazione dei ruoli dei soggetti coinvolti, e nell’ingresso nell’accordo di nuove figure come le istituzioni locali, le autorità sanitarie e le associazioni di categoria di imprese e cooperative”.
I primi – la Provincia di Forlì-Cesena e l’Unione di Comuni del Rubicone – avranno anche un ruolo finanziario, oltre che di promozione: si faranno infatti carico del ripristino dei locali e degli impianti utilizzati dai detenuti lavoratori, che avverrà in agosto e vedrà una ripresa delle attività a partire da settembre. Le altre istituzioni, la Ausl, la Direzione provinciale del lavoro, la Confindustria e la Confcooperative sono intervenute a diverso titolo: chi in ruoli di progettazione dell’accordo, chi a scopo promozionale. “L’ottica – dice Drei – è quella di aumentare, in futuro, il numero delle persone coinvolte, e di allargare le possibilità lavorative offerte da questo progetto anche al reparto femminile del carcere”.  
Tra i soggetti che inizialmente avevano dato vita al progetto ci sono le due aziende che forniscono le commesse ai lavoratori, la Mareco luce di Bertinoro e la Vossloh-Schwabe Spa, multinazionale del settore, e la cooperativa San Giuseppe, l’ente con cui i detenuti concretamente stipuleranno i contratti di collaborazione a tempo determinato. Questa realtà, sorta all’interno della comunità di Sadurano di Castrocaro Terme, ha un’esperienza ormai trentennale nel campo del reinserimento tramite il lavoro dei detenuti. I reclusi lavoreranno 7 ore al giorno, 5 giorni a settimana, e una volta scontata la pena, per alcuni di loro l’esperienza potrebbe continuare: in passato presso Mareco Luce un detenuto lavoratore è stato assunto, e se il progetto continuerà a crescere, le possibilità in futuro non mancheranno.
 

 

 

 

 


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