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La deriva inquisitoria del processo penale è il tradimento della riforma Vassalli PDF Stampa
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di Vincenzo Musacchio*


Il Dubbio, 11 luglio 2020

 

Dopo tanti interventi a macchia di leopardo, voluti dalla politica del momento, il processo è diventato un ibrido. Giuliano Vassalli fu senza dubbio un grande ministro della Giustizia ed ebbe la capacità e l'acume di preparare uno strumento tecnico giuridico che consentisse di rompere nettamente con il passato e di condurre l'Italia dal processo penale inquisitorio a quello accusatorio, che nelle sue intenzioni doveva offrire maggiori garanzie sostanziali all'imputato ma anche alla vittima.

La riforma fu ultramoderna ma non fu mai completata e nei lavori di perfezionamento si determinarono distorsioni tali da annullarne la sua sostanza. Cesare Beccaria diceva: "se c'è una legge particolare così strettamente legata agli ordinamenti politici di un Paese da rendersene necessario il mutamento, non appena mutino le forme del governo, questa è la legge regolatrice del processo penale".

Essa deve sempre assicurare la pronta punizione dei delitti e la persecuzione inesorabile dei delinquenti, ma a questo scopo deve, da una parte, assicurare la maggiore efficienza degli organi giudiziari incaricati della prevenzione e della repressione e deve, d'altra parte, assicurare la protezione dell'innocente e la libertà del cittadino da ogni ingiusto arbitrio.

È dunque naturale che il processo penale muti con il mutare dei Governi e dei loro orientamenti politici. Nei periodi di progressivismo sono larghe le garanzie dell'imputato, sicuri i diritti della difesa, pubblica la raccolta delle prove e aperta a tutti, il potere dei giudici indipendente e sovrano nella loro funzione e, al contrario, nei periodi di conservatorismo (o populismo) crescono i poteri della polizia e le prove sono raccolte nell'ombra e i banchi della difesa sono deserti e diventano ampi e arbitrari i poteri dei giudici, purtroppo, in proporzione della loro soggezione del potere politico.

La riforma del processo penale voluta da Vassalli e coordinata da Giandomenico Pisapia, perse la sua essenza proprio con il succedersi di vari Governi diversi fra loro e proprio a seguito di modifiche non organiche, introdotte senza mai valutare il sistema penale nel suo complesso. Questi interventi a macchia di leopardo hanno danneggiato il codice di rito, perché, proprio come affermava Beccaria secoli fa, sono stati accompagnati da esigenze politiche e contingenti del momento storico in atto e sono nati con un errore di base: hanno pensato il processo penale in funzione delle esigenze particolari e non generali.

Questo modo di procedere, negli anni, ha trasformato il codice di procedura penale in un ibrido che non è più inquisitorio ma neanche accusatorio. Se dovessimo dirla con un proverbio popolare, non è né carne né pesce, cioè non ha un'identità ben definita. Vassalli e il suo codice, invece, avevano chiaro l'obiettivo di superare il sistema inquisitorio, in cui tutto era deciso dal giudice e la difesa rimaneva a guardare, tirando dopo le sue conclusioni contro quanto era già maturato nell'istruttoria del giudice e del pubblico ministero. Nel processo accusatorio agognato da Vassalli e Pisapia, invece, le parti avrebbero dovuto operare e affrontarsi ad armi pari, da posizioni opposte.

Ciò non è accaduto poiché è mancato il "giusto processo" che è rimasto solo una nota formale. Il modello accusatorio si sarebbe dovuto perfezionare con la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e la discrezionalità dell'azione penale, il tutto senza porre il pm sotto il controllo dell'esecutivo. Vassalli aveva previsto una corposa azione di depenalizzazione e ipotesi d'incentivazione all'uso dei riti alternativi al dibattimento.

Non solo ciò non fu realizzato ma nel frattempo l'accusa ha assunto un peso predominante rispetto alla difesa dinanzi al giudice, rendendo quest'ultima la parte più debole del processo. Questa discrasia ha spinto sempre più il nuovo rito penale verso una deriva nuovamente inquisitoria. Con questi ritocchi auspicabili riprenderebbe vigore quel progetto innovativo voluto da Vassalli realizzando così a una nuova rivoluzione copernicana senza correre il rischio di essere accusati di revanscismo politico giudiziario.

 

*Giurista e docente di diritto penale

 

 

 

 

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