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L'appello del Partito Radicale ai parlamentari: "A Ferragosto visitate le carceri" PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 1 agosto 2020

 

Anche quest'anno, come da buona tradizione pannelliana, il Partito Radicale promuove l'iniziativa di ferragosto. Ovvero visitare le carceri nel periodo in cui, per i detenuti, è decisamente buio rispetto a chi vive nel mondo libero. Ma quest'anno non sarà purtroppo uguale agli altri. A causa del Covid-19, il ferragosto in carcere è stato autorizzato in forma simbolica in soli cinque istituti penitenziari.

Per questo motivo, il Partito Radicale fa appello ai parlamentari di tutti gli schieramenti affinché visitino - loro lo possono fare - tutte le carceri italiane. Rita Bernardini del partito radicale e presidente di Nessuno Tocchi Caino è più esplicita.

 

"Rivolgiamo un appello - ribadisce la dirigente radicale a tutti i parlamentari (che non hanno bisogno di autorizzazione per entrare in carcere) di visitarli tutti per verificare le attuali condizioni di detenzione che, a mio avviso, sono addirittura peggiori del passato".

È accaduto che nei giorni scorsi si è tenuto un incontro tra una delegazione del Partito Radicale e il vice capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Roberto Tartaglia. In quella sede il Partito ha chiesto di poter visitare le carceri e la comunità penitenziaria nel periodo di ferragosto. Ma causa emergenza sanitaria da Covid- 19, tuttora in vigore e in procinto di essere rinnovata fino ad ottobre, è stato autorizzato a visitare solamente 5 istituti dei 190 presenti sul territorio nazionale e con delegazioni formate al massimo da due persone.

"Prendiamo atto - scrive in una nota il Partito Radicale - di questa decisione e vogliamo considerare questa risposta dei nuovi vertici del Dap un atto simbolico volto alla ripresa - che riteniamo prioritaria e urgente - di tutte le attività interne ed esterne previste dall'ordinamento penitenziario e da un'esecuzione penale improntata ai principi costituzionali.

Non v'è chi non veda, infatti, che l'emergenza sanitaria si è solo sovrapposta ad una gravissima emergenza penitenziaria, che dura da tempo, che nel tempo si è andata aggravando e che ha sacrificato i diritti fondamentali della persona detenuta". Il Partito si augura pertanto che - come è pure successo negli anni passati - ci sia una mobilitazione generale dei parlamentari che li veda presenti e impegnati in tutta Italia e in tutti gli istituti.

"Urgono atti e iniziative concrete per riportare il carcere nell'alveo della Costituzione - scrive sempre il Partito Radicale nell'appello - per ridare a chi ha sbagliato il diritto ad emendarsi con dignità e a chi all'interno del carcere presta la propria opera di poterlo fare in un luogo adeguato sia strutturalmente sia dal punto di vista degli organici oggi del tutto carenti sotto tutti i profili, in particolare quelli destinati al percorso riabilitativo della persona detenuta".

 

 

 

 

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