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Aiga: "Ora riforma dell'esame di abilitazione alla professione forense" PDF Stampa
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di Davide Varì


Il Dubbio, 15 settembre 2020

 

La proposta dei giovani avvocati dell'Aiga prevede una sola prova scritta, l'atto giudiziario, ed una prova orale, oltre che una doppia sessione annuale (a giugno e a dicembre). "I recenti esiti dell'esame scritto per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato hanno fatto emergere tutte le contraddittorietà di un sistema che, come più volte denunciato, somiglia di più ad un concorso pubblico - che si svolge, ormai, con modalità del tutto anacronistiche ed estranee all'effettivo svolgimento della professione - piuttosto che ad una prova abilitativa da eseguire all'esito di un percorso professionalizzante di pratica".

È quanto si legge in una nota dell'Aiga, ricordando di aver consegnato a deputato Carmelo Miceli (Pd), che provvederà, quale primo firmatario, a curarne l'iter per il deposito presso la Camera, una proposta di legge avente ad oggetto la riforma dell'esame di abilitazione alla professione forense. La proposta Aiga prevede una sola prova scritta, l'atto giudiziario, ed una prova orale, oltre che una doppia sessione annuale (a giugno e a dicembre).

Nella riforma prevista dall'Aiga prevede anche la facoltà, rimessa al ministro della Giustizia, di svolgere la prova scritta con l'ausilio di strumenti informatici. "L'esame di abilitazione alla professione forense - afferma Antonio De Angelis, presidente nazionale di Aiga - deve rappresentare solo l'ultimo tassello del processo di verifica della idoneità di un giovane ad esercitare la professione di avvocato e non, invece, una lotteria in cui anche i più bravi sono costretti ad affidarsi alla sorte sperando di rientrare in una data percentuale di promossi.

Occorre assolutamente favorire l'accesso alla professione forense alle giovani generazioni, attraverso criteri di valorizzazione del merito". "Si tratta - commenta Mariella Sottile della giunta nazionale Aiga - del primo importante passaggio normativo attraverso cui puntiamo a modificare profondamente il sistema dell'accesso alla professione desideriamo sollecitare una riforma strutturata della legge professionale che valorizzi pienamente il merito e le capacità dei nostri giovani praticanti ma, soprattutto, di coloro che svolgono un percorso universitario e di tirocinio forense con profitto, impegno e passione e con l'obiettivo, primario, di diventare avvocati".

 

 

 

 

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