Martedì 27 Ottobre 2020
Redazione
Direttore
Ristretti come Homepage

Login



 

 

Droghe. Il Cbd diventa uno stupefacente, negozi di cannabis light a rischio chiusura PDF Stampa
Condividi

di Giacomo Andreoli

 

Il Riformista, 18 ottobre 2020

 

Italia modello per l'Oms? Forse per il Covid-19, ma sicuramente non per la cannabis. Ieri un decreto del ministero della Salute guidato da Roberto Speranza ha inserito tra i medicinali con sostanze stupefacenti "le composizioni per somministrazione ad uso orale di cannabidiolo ottenuto da estratti di cannabis". Sono i liquidi a base di Cbd, il principio attivo riconosciuto dalla medicina e dall'Organizzazione mondiale della sanità come non psicotropo. Per dirla in modo semplice: non procura alcun tipo di "sballo" e tantomeno dà assuefazione, nonostante quello che risulta scritto sul decreto.

L'Oms aveva raccomandato all'Italia una riforma per riconoscere le proprietà mediche della cannabis e aveva specificato di non inserire i prodotti a base Cbd in nessuna tabella di medicinali con stupefacenti. Il cannabidiolo è la seconda sostanza più abbondante nella cannabis dopo il Thc e possiede evidenti capacità rilassanti, antinfiammatorie e antidolorifiche.

Proprio per questo è utilizzato per il trattamento di diverse patologie. Nella premessa del decreto si parla del fatto che sta per essere messo in commercio l'Epidiolex, un farmaco a base di Cbd, prodotto dalla Gw Pharmaceuticals. "Il medicinale - si legge - è controllato attraverso un programma di uso compassionevole, notificato all'Aifa, per i pazienti in trattamento con sindrome di Dravet e sindrome di Lennox-Gastaut".

Viene quindi spiegato che "nella tabella sono indicati i medicinali a base di sostanze attive stupefacenti ivi incluse le sostanze attive ad uso farmaceutico". Uno dei motivi della decisione sarebbe allora l'arrivo del medicinale. Ora, però, si crea più di un problema per i negozi di cannabis light. Se i liquidi a base di Cbd sono stupefacenti, allora gli oli con cannabidiolo non potranno più essere venduti liberamente negli esercizi commerciali. Il rischio, poi, è che possano essere ritenute illegali anche le infiorescenze e quindi i non estratti, che contengono lo stesso principio attivo. Tutto un mercato, quindi, rischia di andare in crisi.

Non solo: l'altro ieri il direttore generale dell'Agenzia delle Dogane, Marcello Minenna ha vietato ai titolari di rivendite di sigarette elettroniche di commerciare prodotti derivati dalla canapa sativa. Insomma: le infiorescenze, i liquidi con Cbd, gli aromi estratti dalla pianta e, seguendo la norma alla lettera, anche le creme, la pasta e i deodoranti all'essenza di canapa. Tutte cose che i negozi specializzati vendono legalmente.

"Quella del ministero è una scelta illogica che penalizza gravemente tutto il settore della coltivazione della canapa, lasciando così campo aperto ai soli colossi farmaceutici" dicono in una nota gli oltre 70 parlamentari dell'intergruppo per la cannabis legale, che unisce parlamentari di Pd, M5S, Radicali, Italia Viva e lo stesso LeU del ministro Speranza. "La decisione - aggiungono deputati e senatori - è in evidente contrasto con quanto promosso dal Ministero dell'Agricoltura che ha recentemente inserito i prodotti della cannabis tra le varietà officinali, dando il via alle filiere estrattive dei principi di questa nobile pianta".

Poi l'affondo al governo: "Mentre nel resto del mondo si supera il proibizionismo, in Italia si ha l'impressione di una tendenza alla criminalizzazione della natura, in contrasto con le politiche di lotta alle mafie, sviluppo sostenibile e potenziamento del settore agricolo in funzione della salvaguardia dell'ambiente e degli ecosistemi". "Per me - dice il senatore del Movimento 5 Stelle Matteo Mantero a Il Riformista - la misura è colma, non siamo più disposti a subire scelte assurde, il Ministero e il governo sono avvisati. Questo provvedimento, non si sa voluto da chi, rischia di distruggere una filiera nascente di 3000 aziende, che dà lavoro a 12mila persone. Va ritirato immediatamente". L'associazione Meglio Legale denuncia poi che la decisione "avrà delle conseguenze disastrose nel rendere ancora più incerto e confuso l'iter per i pazienti che fanno uso di cannabis medica (con Thc)".

Una cosa è evidente: il ministro Speranza è sì impegnato e "distratto" dalla durissima battaglia contro il coronavirus, ma è comunque responsabile del decreto del suo ministero. Il suo non è mai stato il profilo di un proibizionista, anzi, e questo fa pensare a una disattenzione. Ma è pur vero che a vincolarlo non c'è nessun programma elettorale.

Tra le "promesse" di Liberi e Uguali prima del voto del 2018 la questione cannabis non è menzionata. Resta il fatto che un esponente importante della formazione di sinistra, Daniele Farina, è relatore di una proposta di legalizzazione e si è speso in campagne pubblicitarie ad hoc con il logo di LeU. Qualcosa, quindi, non torna.

 

 

 

 

04


03


02


 06

 

 

 

murati_vivi

 

 

 

Federazione-Informazione


 

5permille




Tutti i diritti riservati - Associazione "Granello di Senape" Padova Onlus - C.F. 92166520285 - Powered by amani.it