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Napoli. Sorveglianza in tilt, il caso arriva in Parlamento PDF Stampa
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di Viviana Lanza

 

Il Riformista, 5 aprile 2021

 

Il caso del Tribunale di Sorveglianza napoletano, sollevato dalle Camere penali del distretto di Napoli che ne hanno denunciato lungaggini e criticità, finisce ora all'attenzione della guardasigilli Marta Cartabia. Riccardo Magi, deputato di +Europa e già segretario nazionale di Radicali Italiani, ha presentato un'interrogazione a risposta scritta al ministro Marta Cartabia per sapere "quali iniziative, per quanto di competenza, il Ministero interrogato intenda adottare e in quali tempi al fine di risolvere le criticità relative al Tribunale di Sorveglianza di Napoli e garantire così il pieno rispetto dei principi costituzionali in materia di esecuzione della pena".

In premessa ci sono le denunce e i numeri di un settore in grande affanno. Il quadro emerge dalle cifre del bilancio che annualmente elaborano gli uffici giudiziari in occasione del nuovo anno giudiziario e dalle disfunzioni indicate nel documento firmato pochi giorni fa dai presidenti delle Camere penali di Napoli, Benevento, Irpinia, Napoli Nord, Nola, Santa Maria Capua Vetere e Torre Annunziata. Un documento di denuncia e di ferma presa di posizione e che ha segnato lo strappo tra i penalisti e la neopresidente Angelica Di Giovanni, la quale ha chiesto al Csm di aprire una pratica a tutela di tutte le toghe della Sorveglianza.

"Il 21 marzo - ricostruisce il deputato Magi nell'interrogazione al Ministro - le Camere penali del distretto di Corte d'appello di Napoli hanno divulgato un documento in cui denunciano le gravi criticità in cui versa il Tribunale di Sorveglianza di Napoli. Vengono lamentati tempi lunghissimi per la registrazione delle istanze provenienti dai detenuti e dai loro difensori, continui rinvii delle udienze dovuti a carenza o assenza di istruttorie, intempestività dei provvedimenti rispetto al fine pena o alle esigenze degli istanti, ritardi nella decisione delle richieste di detenzione domiciliare per motivi di salute e ulteriori criticità e disfunzioni".

In particolare, la denuncia dei penalisti punta l'attenzione sui ritardi delle decisioni sulla libertà anticipata che arrivano quando ormai il detenuto ha terminato di scontare la pena; sulle attese anche di un anno per la fissazione delle udienze per la concessione di misure alternative a cui spesso si aggiunge il rinvio della prima udienza che va avuto perché il fascicolo è incompleto; su fatto che le istanze per il differimento della pena per i detenuti che hanno problemi di salute restano pendenti per mesi mentre, al di là della valutazione di merito, dovrebbero avere priorità poiché riguardano la salute della persona.

"Le gravissime e croniche disfunzioni del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, rese ancora più acute dall'attuale contesto emergenziale, ormai non sono più tollerabili - si legge nel documento firmato dai penalisti - La sistematica, atavica e non più tollerabile compressione dei diritti dei detenuti da parte dell'Ufficio di Sorveglianza di Napoli necessita di risposte ferme e tempestive e di un'assunzione di responsabilità da parte di tutti i protagonisti della giurisdizione".

Nell'interrogazione a Cartabia, Magi sottolinea i dati del bilancio annuale del Tribunale di Sorveglianza: un incremento del 21% delle pendenze con oltre 52mila procedimenti arretrati e una sopravvenienza che risulta la più alta in Italia. Il deputato ricorda anche gli sforzi compiuti dalla ex presidente Adriana Pangia, che è in pensione da pochi mesi e negli anni scorsi ha più volte rappresentato alla politica le criticità e le croniche carenze di organico che affliggono il Tribunale di Sorveglianza napoletano, ma "la risposta - evidenzia Magi - è stata assolutamente insufficiente".

Ci sono vuoti di organico sia tra i magistrati sia, e soprattutto, tra il personale amministrativo fino a scoperture che superano il 40%. "Tale situazione - si legge nell'interrogazione - incide come osservato dalle Camere penali sulla legalità costituzionale della pena e sui diritti fondamentali dei detenuti", "sul sovraffollamento carcerario che nell'attuale situazione di emergenza sanitaria sta già esponendo i detenuti a un elevato rischio di contagio" e "sulla qualità e utilità dell'esecuzione della pena". Di qui la richiesta "urgente" di provvedimenti, anche di natura emergenziale.

 

 

 

 

 

 

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