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L'economia giusta ricostruisce vite PDF Stampa
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di Luciana Delle Donne*


Corriere della Sera, 6 aprile 2021

 

L'esperienza di Officina Creativa e la misurazione dell'impatto sociale. I parametri messi a punto con "Made in carcere" e "2nd Chance". Inclusione, sostenibilità, lavoro e riabilitazione per centinaia di detenuti. Risultato: recidiva quasi a zero, e ora il modello è replicato all'estero.

Sostenibilità ambientale e inclusione sociale sono ormai temi di grandi interesse in diversi settori. La regolamentazione europea (n. 2088/ 2019) recentemente entrata in vigore, di cui ha parlato su questa pagina la professoressa Paola Musile Tanzi (Bn, 30 marzo), pone l'attenzione sulla necessità di accrescere la trasparenza - in ambito finanziario - sia sul fronte delle politiche di integrazione del rischio di sostenibilità sia sull'analisi degli investimenti sostenibili.

In questa logica misurare l'impatto delle azioni che hanno per oggetto l'inclusione sociale diventa un tema di indagine imprescindibile anche per riuscire a fare convergere chi opera nel sociale e la distribuzione mirata di risorse economiche adeguate. La Onlus Officina Creativa con i brand sociali Made in Carcere e 2nd Chance vuole contribuire a questo processo e per farlo intende misurare l'efficacia della propria azione. Grazie anche al sostegno di Fondazione con il Sud ha attivato l'individuazione di parametri in grado di monitorare il proprio impatto sociale.

Non solo per individuare le migliori dinamiche da applicare per ottimizzare le strategie di intervento in favore dei soggetti svantaggiati, ma anche per testimoniare agli stakeholders la corretta contaminazione sistemica. Per un'impostazione più scientifica dei parametri è in fase di realizzazione il Croc (Centro studi e ricerche di Officina Creativa) con un Comitato scientifico internazionale formato da esperti del settore. Impatto ambientale e inclusione sociale le nostre principali mission sin dal 2007. La nostra attività è basata sul riutilizzo di materiale. recuperato da un network di imprese sul territorio nazionale.

Le Maison - i nostri laboratori in carcere - sono volutamente arredati per ricreare un ambiente familiare e fruibile a tutti, con sala riunioni, sala lettura, palestra e cucina tra colori, bellezza e comodità per migliorare lo stato di benessere fisico e mentale di chi lavora soprattutto in condizioni così particolari come la detenzione.

Nella sua veste di cooperativa sociale Officina Creativa declina le cinque fasi più importanti della creazione del valore, tipiche dell'impresa, cercando di fare emergere gli elementi guida sviluppati sottotraccia. Perché se è vero (ufficialmente) che si vendono accessori ben disegnati e curati, in realtà si ricostruiscono vite. Si costruiscono capacità e valori intangibili.

Nella prima fase del processo produttivo, ovvero la raccolta dei tessuti, i temi chiave sottostanti sono: l'attenzione all'ambiente, l'economia circolare e il riutilizzo di materiali di recupero, la filosofia della seconda opportunità. Nella fase della catalogazione e dello smistamento dei tessuti si pensa all'orientamento all'organizzazione del lavoro, alla riconciliazione con la comunità, al rispetto delle diversità e alla crescita personale.

Nella terza fase, quella del taglio, le attività connesse sono la creazione di bellezza, di eleganza e di stile, la valorizzazione delle capacità delle detenute, ciascuna con la propria storia e con le proprie attitudini e l'attribuzione di ruoli e di responsabilità. Nella quarta fase - del confezionamento - le attività sottostanti devono invece contribuire all'indipendenza economica, al lavoro come fonte di sostegno della famiglia al di fuori del carcere, al trasferimento di principi di onestà, di dignità e di consapevolezza. Infine, nella fase finale di promozione e distribuzione dei prodotti, si vuole contribuire alla presa di coscienza di un nuovo stile di vita e allo sviluppo di nuove ritualità/abitudini.

L'azione di Officina Creativa persegue un nuovo modello di economia riparativa, o meglio un "modello di economia rigenerativa", positiva per l'individuo, la comunità e l'ambiente. Dall'inizio dell'attività, Made in Carcere ha dato lavoro a centinaia di persone in stato di detenzione e favorito la loro riabilitazione attraverso l'acquisizione di nuove competenze e la loro reintegrazione nel tessuto produttivo e sociale del Paese. La buona notizia è che la percentuale di abbattimento della recidiva nell'esperienza di Officina Creativa è ad oggi quasi del 100 per cento.

Il raggio di azione di Officina Creativa non si ferma alla produzione e si propaga anche attraverso una rete di servizi che vogliono facilitare la conoscenza del modello di economia rigenerativa, per esempio attraverso la Social Academy, una vera e propria cassetta degli attrezzi per farsi copiare, creando anche piccole Sartorie Sociali di Periferia. Il progetto Social Academy nasce dall'esigenza di avviare un percorso collaudato per il trasferimento di competenze.

L'interesse per questa attività è forte e va oltre le frontiere domestiche: l'Università della Repubblica Domenicana ha scelto il modello Made in Carcere per trasferire competenza ed esperienza nelle carceri di Santo Domingo e Rafey. Con l'attività della Social Academy vogliamo operare ad ampio spettro e affiancare con passione chi vuole fare un percorso di cambiamento culturale e protezione sociale, per rendere questo tipo di azioni strutturali e non più congiunturali contribuendo al Bil (Benessere interno lordo).

 

*Founder Made in Carcere

 

 

 

 

 

 

 

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