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Palermo. Un libro sospeso con dedica per le persone detenute PDF Stampa
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di Serena Termini


redattoresociale.it, 7 aprile 2021

 

L'iniziativa è promossa dalle Paoline e dall'Azione Cattolica in collaborazione con i tre cappellani degli istituti di pena Pagliarelli, Ucciardone e Termini Imerese. Un modo per avvicinare il mondo carcerario alla società esterna, provando ad allontanare i pregiudizi.

Mettersi in collegamento immaginario con una persona detenuta, che prenderà in mano il libro comprato da un cittadino e ne leggerà anche la dedica. Un modo per avvicinare il mondo carcerario alla società esterna provando ad allontanare anche tutti i pregiudizi e i forti stigmi che ci sono nei loro confronti, È l'obiettivo dell'iniziativa "Libro sospeso. Dona anche tu un momento di evasione", che si concluderà il prossimo 27 aprile. Dopo il successo a Brescia, a Napoli, Udine, Lodi e Novara, arriva anche a Palermo l'iniziativa "Libro sospeso" promossa dalle due librerie Paoline insieme all'Azione Cattolica dell'arcidiocesi di Palermo e ai cappellani delle carceri Ucciardone, Pagliarelli e Termini Imerese: fra' Loris d'Alessandro, don Massimiliano Scalici, fra' Carmelo Saia e all'associazione Comunicazione e Cultura Paoline Onlus.

"La pandemia ha scosso tutti ma ancora di più le persone in carcere - afferma fra' Carmelo Saia, frate cappuccino cappellano da 10 anni del carcere Ucciardone che conta circa 500 detenuti con pene definitive - a causa del ridimensionamento delle modalità dei colloqui con i propri cari, che non possono più abbracciare. I detenuti stanno soffrendo tanto e mi chiedono sempre quando mai finirà questo stato di emergenza. Con lo stop all'ingresso dei volontari, sono cresciuti anche i bisogni di molti di loro. Ci sono persone senza famiglia: stranieri ma anche italiani a cui mancano i beni di prima necessità.

Grazie alla Caritas qualche risposta è stata data ma il bisogno è sempre alto. Chiaramente questa bellissima iniziativa, che ci auguriamo proseguirà nel tempo, assume una valenza importante. Il fatto che la società inizi a pensare anche a livello culturale ai detenuti significa dare loro una possibilità di riscatto sociale. Significa pure fare percepire a queste persone, attraverso la dedica di un cittadino, il sentirsi accolti con un dono che è anche un modo per allontanare i molti pregiudizi che ci sono nei confronti di chi sta scontando la propria pena".

"La gente sta rispondendo molto bene perché rimane colpita da questa proposta di attenzione al prossimo - sottolinea la giornalista paolina suor Fernanda Di Monte - rivolta alle persone detenute che, in questo momento, vivono maggiori difficoltà a causa della pandemia. Chi acquisterà il libro, potrà anche aggiungere una dedica che al termine della campagna sarà donato ai reclusi tramite i cappellani. Da anni lavoriamo con i minori dell'istituto di pena di Caltanissetta e sappiamo quanto bene può fare una iniziativa del genere".

"Considerato che è da circa quattro anni che facciamo volontariato dentro il carcere Pagliarelli - afferma la volontaria dell'Azione Cattolica, Stefania Sposito - ci è sembrato significativo realizzare questa iniziativa insieme alle paoline. Purtroppo a causa dell'emergenza sanitaria è un anno che non possiamo entrare in carcere. Speriamo che la situazione al più presto possa ritornare alla normalità. Sappiamo dalle lettere che ci arrivano, infatti, che tanti di loro soffrono molto la solitudine. Il libro, allora, sapendo soprattutto che è stato donato da una persona sensibile, può essere la maniera più semplice di dire a queste persone 'ti vogliamo bene e ci siamo'".

 

 

 

 

 

 

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