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Reggio Emilia. Un detenuto su tre positivo al Covid PDF Stampa
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di Giuseppe Baldessarro

 

La Repubblica, 8 aprile 2021

 

L'Emilia-Romagna maglia nera per i contagi sia in cella che tra gli agenti. Il Spp (Sinappe) "Situazione ormai al collasso, è urgente vaccinare tutti". Maglia nera sia per quanto riguarda i detenuti che gli agenti penitenziari contagiati, con l'istituto di Reggio Emilia al collasso perché un recluso su tre è positivo. Il poco lusinghiero primato tocca alle carceri dell'Emilia Romagna, nelle quali negli ultimi giorni si è registrato un massiccio aumento di malati di Covid. La denuncia arriva dal Sindacato di polizia penitenziaria Spp (affiliato al Sinappe), che parla di "un aumento sostanziale che crea molta preoccupazione, soprattutto se si considera che i dati forniti dall'Amministrazione non sono del tutto aggiornati".

Secondo il segretario nazionale Aldo Di Giacomo, tra i detenuti in regione si contano "194 casi di detenuti positivi (di cui 17 ricoverati) sul totale nazionale di 823 contagiati. In questo contesto a destare particolare preoccupazione è la situazione di Reggio Emilia dove un detenuto su tre è positivo. Spiega infatti Anna La Marca, sindacalista e agente della sezione femminile: "Oggi gli infetti sono 119, di cui 5 ricoverati all'ospedale di Santa Maria Nuova, sul totale di 360 ristretti (a fronte di una capienza regolamentare di 280)".

A questi, aggiunge La Marca, "vanno sommati oltre 70 poliziotti indisponibili tra positivi (20) e in isolamento (50). Sabato scorso i detenuti positivi erano meno di 80, oggi sono quasi 120". Per il Sinappe a Reggio Emilia "la struttura è ormai al collasso, si respirano paura, stanchezza e tensione". Per quanto riguarda poi i poliziotti penitenziari, la regione con più infetti - dice Di Giacomo - è sempre l'Emilia-Romagna, "con 109 positivi", mentre gli istituti con più agenti contagiati è quello di Parma con 48 agenti fermi per aver contratto il Covid.

Il sindacato nelle ultime ore ha nuovamente "sollecitato i ministeri della Salute e della Giustizia per velocizzare la somministrazione dei vaccini" e affinché "sia utilizzato il farmaco prodotto dalla Johnson and Johnson per colmare il gap, consentendo di immunizzare più detenuti possibili con una sola somministrazione".

Di Giacomo ricorda anche che "rispetto a qualche mese fa il numero di istituti con focolai estesi è cresciuto in maniera ampia". Tra l'altro, "il piano vaccinale continua con difficoltà soprattutto tra i detenuti, con solo 6.356 vaccinati su 54.000 sul territorio nazionale, mentre i poliziotti penitenziari avviati alla prima somministrazione sono solo 15.155".

Numeri che non fanno stare tranquilli perché "se il virus dovesse accelerare troverebbe la quasi totalità dei detenuti non ancora immunizzati". Da qui la decisione di chiedere un'accelerazione nelle somministrazioni, in quanto, conclude Di Giacomo, "se il piano vaccinale non viene portato avanti in modo più veloce, il rischio di contagio potrebbe mettere a rischio l'incolumità di detenuti e poliziotti".

 

 

 

 

 

 

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