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Catanzaro. Morto per Covid un detenuto di 60 anni PDF Stampa
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di Damiano Aliprandi

 

Il Dubbio, 8 aprile 2021

 

Era uno dei primi ricoverati in ospedale da quando è scoppiato il focolaio nel carcere di Catanzaro che ha coinvolto 73 reclusi e 19 agenti penitenziari. Al carcere di Catanzaro è morto per Covid-19 un detenuto di circa 60 anni con varie patologie.

Era uno dei primi ricoverati urgentemente in ospedale da quando è scoppiato il focolaio che ha coinvolto, per ora, 73 reclusi e 19 agenti penitenziari. La situazione comincia a diventare preoccupante per diversi penitenziari coinvolti dal contagio.

Infatti, secondo gli ultimi dati aggiornati a due giorni fa, i numeri dei positivi al Covid hanno subito un notevole balzo in avanti. Sono 823 detenuti e 727 agenti positivi. La maggior parte sono asintomatici, ma diventa comunque un problema quando i focolai mettono a serio rischio i tanti detenuti con gravi patologie e anziani.

Al carcere di Parma contagiati 18 detenuti al 41bis - È il caso ad esempio del carcere di Parma dove il nuovo coronavirus ha contagiato 18 detenuti al 41bis, 5 in media sicurezza e 7 in alta sicurezza. La caratteristica di questo penitenziario è che ha un centro clinico stracolmo, tanto che diversi malati gravi non riescono a trovare posto e quindi sono reclusi nei reparti "normali". È il caso dei 41bis, tanti sono vecchi e pieni di patologie. Da fonti de Il Dubbio risulta che alcuni di loro, quelli infetti, si stanno aggravando.

Il carcere di Reggio Emilia è al collasso: 119 positivi su 400 - C'è il caso del carcere di Reggio Emilia che, secondo i sindacati di polizia penitenziaria della Cgil, Cisl e Uil, è al collasso. Sono 119 detenuti contagiati su 400, la gran parte dei quali - sempre secondo i sindacati - non è isolata, e oltre 60 agenti indisponibili. La situazione raccontata da Giovanni Trisolini, Vito Bonfiglio e Leonardo Cannizzo rispettivamente per Fp-Cgil, Fns-Cisl e Uil-pa è realmente drammatica.

La sezione destinata ai positivi infatti, 34 posti, è piena da giorni, e chi si è contagiato successivamente è dovuto rimanere nella propria cella. Ed ecco che ritorna prepotentemente l'urgenza di applicare misure deflattive, oltre ovviamente nel velocizzare la campagna vaccinale. Forse è il momento adatto, visto il cambio di governo, magari più orientato a osservare i precetti costituzionali, a mettere sul tavolo quelle misure che sono state accantonate dall'ex ministro Bonafede.

Ad esempio c'è la misura, frutto di un emendamento presentata dal deputato Roberto Giachetti su proposta del Partito Radicale e da Nessuno tocchi Caino, ma anche dal deputato Franco Mirabelli del Pd, che è quella già in vigore in Italia quando ci fu la sentenza Torreggiani: ovvero la liberazione anticipata speciale che porta i giorni di liberazione anticipata da 45 a 75 ogni semestre. In sintesi, c'è da valutare tutte quelle misure volte a liberare gli spazi che non ci sono per isolare i detenuti positivi o creare il distanziamento fisico come il protocollo sanitario impone.

 

 

 

 

 

 

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