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Lettere: e se tornasse l'autonomia della politica? PDF Stampa
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di Piero Sansonetti

 

Il Garantista, 28 giugno 2015

 

E così, la legge Severino è finita sbrindellata da una serie di sentenze che ne hanno bloccato l'applicazione. Prima del Tar, poi della Cassazione, ora del tribunale di Napoli. Si aspetta la Corte Costituzionale, ma a questo punto è molto probabile che sia dichiarata incostituzionale e perda la sua efficacia. Quali potranno essere gli effetti di una decisione di questo genere?

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Lazio: Cisl Fns; il numero detenuti è in flessione ma nelle carceri resta il sovraffollamento PDF Stampa
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corrierediroma.it, 28 giugno 2015

 

"Continua la flessione dei detenuti presenti nei 14 istituti della Regione Lazio, attualmente vi sono presenti 5.699 detenuti. Secondo la capienza regolamentare le donne dovrebbero essere 324 mentre il dato è pari a 384, un sovraffollamento pari a più 60 unità, mentre quella degli uomini dovrebbe essere 4.950 mentre il dato è pari a 5.315, un sovraffollamento pari a più 365 unità". Così in una nota Massimo Costantino, segretario Generale Aggiunto Cisl Fns Lazio.

"Situazione che migliora nelle carceri per i detenuti ma non per il personale di Polizia Penitenziaria. In questi giorni mediante appositi Decreti del Ministero della Giustizia c/o le sedi degli Istituti Penitenziari di Roma - Regina Coeli, CC Velletri, NC Civitavecchia e NC CC Viterbo dove sono state istituite sezioni denominate "Articolazione per la tutela della salute mentale in carcere", in dette sezioni sono destinate all'accertamento delle infermità psichiche di cui all'art. 112 del DPR 230/2000, all'accoglienza dei detenuti con infermità psichica sopravvenuta nel corso della detenzione di cui all'articolo 148 codice penale, e dei detenuti condannati a pena diminuita per vizio parziale di mente di cui all'art.111 comma 5 e 7 del Dpr 230/2000 – aggiunge. Detenuti i quali erano curati prima negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg) ed ora con la loro chiusura gli stessi devono essere assistiti in istituti penitenziari creando non poche difficoltà tra le quali aggressioni a danno del personale tutto.

Da segnalare, infine, che presso il Provveditorato Amministrazione Penitenziaria del Lazio (PRAP) in data 28 Maggio c.a., vi è stata una Nuova ripartizione piante organiche del personale di Polizia Penitenziaria della Regione Lazio, dove sono state apportate modifiche numeriche sostanziali in varie sedi, collegate in alcuni casi anche ad un incremento importante su realtà che hanno visto negli anni modificata la originaria struttura, scaturita dalla costruzione di nuovi padiglioni (Frosinone, Velletri) o modifiche ricettive legata a diverse tipologia di detenuti affidati rispetto al passato, sino ad arrivare alle sezioni di "Articolazione per la tutela della salute mentale in carcere" quali Regina Coeli, NC Civitavecchia, Rebibbia. Da segnalare che occorre ora un ulteriore passaggio utile a definire e concludere l'iter al fine della loro applicazione, quale quello dell'emanazione di Pcd a firma del Capo Dap. Per la Fns Cisl Lazio, occorre, ora che il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (Dap) assegni un congruo numero di personale tenendo conto che a breve terminerà il 169° corso di aggiornamento degli allievi Agenti legato alla mobilità nazionale, oltre a quello iniziato il 13 maggio (170°)".

 
Firenze: "tempi certi per chiusura Opg", manifestazione dei Radicali al Consiglio regionale PDF Stampa
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gonews.it, 28 giugno 2015

 

Ieri mattina i radicali fiorentini dell'Associazione "Andrea Tamburi" hanno manifestato davanti la sede del Consiglio regionale della Toscana per chiedere tempi certi per la chiusura dell'Opg di Montelupo F.no. "Dal 31 marzo 2015 gli OPG dovevano essere definitivamente chiusi ma, nonostante non sia stata varata alcuna proroga dal Governo, ad oggi la situazione effettiva risulta immutata - hanno dichiarato Maurizio Buzzegoli e Massimo Lensi, rispettivamente segretario e presidente dell'Associazione - la Regione Toscana, infatti, nel corso degli ultimi mesi, non è riuscita ad approfittare di quella rete di servizi del territorio (tra cui le Rems ma non solo) destinate ad ospitare gli internati".

I due esponenti radicali rilanciano l'ipotesi del commissariamento ad acta e attaccano le Istituzioni: "In piena campagna elettorale il Presidente della Regione, Enrico Rossi, dichiarò che le varie strutture alternative all'Opg sarebbero state pronte entro il mese di luglio: ad oggi sono ancora 90 i detenuti internati nella Villa Ambrogiana di Montelupo. La Rems (residenza per l'esecuzione della misure di sicurezza) dovrebbe essere realizzata a Volterra e consegnata entro il 31 luglio. Ci chiediamo se almeno questa struttura vedrà la luce oppure tutto finirà nel nulla. Il tempo è già scaduto e ogni giorno che passa è una palese violazione della legge 81".

 
Lecce: Papa Francesco Bergoglio scrive a 8 detenuti leccesi "tutti sbagliamo nella vita" PDF Stampa
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leccesette.it, 28 giugno 2015

 

Bergoglio ha risposto ad una lettera di alcuni detenuti impegnati in un progetto di inserimento sociale voluto dalla Caritas: dal papa parole di comprensione e vicinanza alla loro condizione. "Siamo tutti peccatori, tutti sbagliamo nella vita": sono parole di comprensione e vicinanza quelle che papa Francesco ha voluto inviare a otto detenuti leccesi di Borgo San Nicola, che gli avevano scritto ad inizio maggio. A renderlo noto è stato il periodico cattolico locale L'Ora del Salento.

Nella risposta scritta del Santo Padre anche l'incoraggiamento a guardare al proprio futuro con speranza, nonostante le difficoltà della loro condizione. I detenuti sono inseriti nel progetto "70volte7", voluto dalla Caritas diocesana, che prevede lavori di manutenzione e ristrutturazione dei locali destinati al Centro sociale rieducativo nel seminario della Marina di Melendugno: qui hanno realizzato un parco naturalistico, coltivando ortaggi destinati alle mense della Caritas.

Questo il messaggio di Papa Bergoglio: "Ho ricevuto la vostra lettera nella quale mi avete raccontato le rispettive e sofferte esperienze personali, come anche la gioia di svolgere una significativa attività lavorativa e di inserimento sociale presso alcune strutture ecclesiali".

"Conosco - ha proseguito - la situazione non sempre facile delle carceri, pertanto ho appreso con piacere dell'impegno in vostro favore da parte della diocesi di Lecce, specialmente del vescovo e dei responsabili della Caritas diocesana. La loro opera è il segno della vicinanza materna della Chiesa in questo luogo di dolore e di redenzione". "Da parte mia - conclude - vi incoraggio a guardare al futuro con fiducia, proseguendo con il prezioso aiuto del vostro cappellano e degli altri educatori il percorso di cambiamento e di rinnovamento interiore. Tutti noi facciamo sbagli nella vita e tutti siamo peccatori. E tutti noi dobbiamo chiedere perdono di questi sbagli e fare un cammino di reinserimento, per non farne più".

 
Napoli: "soffiate e favori al boss del Vomero", avvocato penalista arrestato PDF Stampa
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di Leandro Del Gaudio

 

Il Mattino, 28 giugno 2015

 

Viene indicato come ambasciatore di un potente clan del Vomero, come "nuncius" (espressione del pm) di un pezzo di crimine organizzato che punta a gestire i servizi negli ospedali collinari. Sono questi gli elementi che hanno spinto la Procura di Napoli a chiedere e ottenere gli arresti del penalista napoletano Vittorio Trupiano.

Dopo un primo rigetto firmato dal gip Rovida, sia il Riesame che la Corte di Cassazione hanno accolto le conclusioni investigative, facendo scattare una misura cautelare. Concorso esterno in associazione camorristica è l'accusa ipotizzata dal pm Ivana Fulco e dai vertici della Dda, gli aggiunti Filippo Beatrice e Giuseppe Borrelli, in una vicenda investigativa scandita soprattutto da intercettazioni ambientali ricavate in una sala colloqui del carcere in cui Trupiano era a colloquio con il suo assistito, il boss Antonio Caiazzo. Trupiano è in carcere da qualche giorno, a distanza di quindici anni da un altro arresto, per presunte collusioni con il clan Nuvoletta, vicenda per la quale è stato poi assolto nel corso dei tre gradi di giudizio. Ma torniamo all'inchiesta che ha portato in cella il penalista. In cosa consiste l'accusa di concorso esterno? Perché un avvocato che sostiene un colloquio con il proprio cliente viene bollato come "nuncius", come "ambasciatore" della camorra? Stando alla Procura, Trupiano sarebbe entrato in gioco nel corso di una "delicata trattativa" risalente al 2011, tra il clan Caiazzo e il clan Lo Russo, per la gestione del racket agli ospedali del Vomero.

Monaldi e Secondo Policlinico, al centro di un'attenzione incrociata tra due gruppi criminali. Nel faccia a faccia con il detenuto al 41bis - sostengono gli inquirenti Antonio Caiazzo avrebbe mostrato la mano a mo' di pistola, con indice e pollice in bella evidenza. Poi, viene indicata l'adozione di un linguaggio criptico, in cui l'avvocato si sarebbe assunto l'onere di mandare qualcuno al cospetto di un esponente del clan Lo Russo per respingere le condizioni imposte dal gruppo di Miano. Una "trattativa delicata" - si legge agli atti - nel corso della quale ognuno avrebbe avuto un ruolo: Trupiano avrebbe così assunto la veste di presunto "nuncius" o "ambasciatore" del clan Caiazzo.

Una vicenda nel corso della quale, il legale si era detto disponibile a sostenere un interrogatorio al cospetto del pm, per dimostrare la correttezza del proprio mandato difensivo e l'estraneità rispetto alle logiche criminali. Stando al gip Rovida, le intercettazioni raccolte dalla Procura non erano sufficienti a giustificare l'arresto. Diverso il parere del Tribunale del Riesame e della Cassazione, che hanno invece deciso di firmare gli arresti dell'avvocato Trupiano, oggi più che mai impegnato a sostenere l'impegno difensivo della vita.

 
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