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Ascoli Piceno: detenuto tenta il suicidio nel carcere... in tasca una lettera per il giudice PDF Stampa
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Ansa, 13 febbraio 2015

 

Un detenuto ascolano di 35 anni ha tentato il suicidio la notte fra il 9 e il 10 febbraio scorsi nel carcere di Ascoli Piceno, dove è rinchiuso per una condanna per furto. La notizia si è appresa oggi. L'uomo, che ha cercato di impiccarsi con un lenzuolo alle sbarre della cella, è stato salvato dagli agenti di polizia penitenziaria, chiamati dagli altri detenuti.

In tasca aveva una lettera indirizzata ad un giudice del Tribunale di Ascoli: chiedeva di essere scarcerato in attesa di entrare il prossimo primo marzo in una comunità per il recupero di tossicodipendenti. Il giudice aveva però respinto la richiesta visto che l'uomo è già evaso due volte dagli arresti domiciliari, commettendo altri furti.

 
Parma: blackout in carcere, chiesta procedura d'urgenza per risolvere la questione PDF Stampa
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Gazzetta di Parma, 13 febbraio 2015

 

"Effettivamente al carcere di Parma ci sono state delle difficoltà di tipo tecnico che hanno creato interruzioni di corrente in passato. Ieri ho incontrato il Provveditore competente, dottor Buffa, abbiamo affrontato il problema e le attività sono in corso per risolvere del tutto la questione". Lo ha detto il capo del Dap, Santi Consolo, parlando del carcere di Parma, dove è detenuto tra gli altri Massimo Carminati (Mafia Capitale), in cui ci sono stati problemi al sistema di videosorveglianza e videoregistrazione a rischio blackout.

"Al momento - ha proseguito il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Santi Consolo - non ci sono a Parma le carenze tecniche registrate in passato. Stiamo lavorando per risolvere i problemi. Sono cose che possono succedere, dispiace che avvengano dove sono reclusi soggetti detenuti in regime di carcere duro".

Consolo ha ricordato di aver sollecitato l'apertura di due istituti di pena in Sardegna, a Sassari e a Cagliari, "costati moltissimi soldi pubblici e che possono ospitare in totale quasi 200 detenuti in regime di 41 bis con strutture che garantiscono il totale isolamento rispetto agli altri detenuti. Quello di Sassari non può essere aperto perché non è stato attivato il sistema di multi conferenze - ha detto Consolo davanti alla Commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi - ed ho fatto solleciti per l'attivazione. Quello di Cagliari è di pronta ultimazione, vanno accelerati i lavori".

I detenuti sottoposti al regime di carcere duro sono 720 in Italia e le carceri che li ospitano sono 12. "Se si decongestionano questi siti portando quasi 200 detenuti in Sardegna, riusciamo a risolvere molti problemi e recuperare spazi per la detenzione comune". Infine, ai giornalisti che gli chiedevano se anche Carminati potrebbe essere spostato in un penitenziario in Sardegna, in un prossimo futuro, il capo del Dap ha risposto che "questo dipenderà da quel che decideranno le autorità giudiziarie competenti".

Infine, sul comportamento di Carminati in carcere a Parma, Consolo, rispondendo ai giornalisti, ha detto che bisogna chiedere al direttore del penitenziario, che bisogna considerare che talvolta "ci sono motivi di giustizia per cui una presenza in altro loco potrebbe essere difficoltosa" e che comunque "nella condizione in cui Carminati è l'unico beneficio è la liberazione anticipata, non potrebbe averne altri anche se si comportasse bene".

 
Bollate (Mi): detenuti al lavoro esterno impegnati nel progetto "Rinnoviamo la scuola" PDF Stampa
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www.mi-lorenteggio.com, 13 febbraio 2015

 

I genitori, l'Amministrazione comunale, alcuni detenuti del carcere di Baranzate che godono del permesso di uscita e gli ex detenuti della cooperativa Estia lo scorso weekend hanno ripreso il lavoro iniziato nelle vacanze di Natale da un gruppo di genitori.

Decolla il progetto "Rinnoviamo la scuola" per rendere più accogliente l'Istituto Leonardo da Vinci in via Fratellanza. L'iniziativa, realizzata grazie all'aiuto e al sostegno di molte persone, dimostra la volontà d'intervenire, di credere nella scuola pubblica e di volerla rendere ancor più adatta ad essere quel luogo formativo in cui i ragazzi apprendono gli insegnamenti che li renderanno uomini.

I genitori, l'Amministrazione comunale, alcuni detenuti del carcere di Baranzate che godono del permesso di uscita ( Articolo 21) e gli ex detenuti della cooperativa Estia lo scorso weekend hanno ripreso il lavoro iniziato nelle vacanze di Natale da un gruppo di genitori.

Venerdì pomeriggio, sabato e domenica, la scuola Leonardo da Vinci ha visto all'opera un folto gruppo di persone e l'operazione ha dato risultati straordinari: aule colorate, luminose e accoglienti, plafoni rinfrescati, porte e armadi ridipinti che mettono meglio in risalto i disegni realizzati sulle pareti dei corridoi dagli alunni nell'ambito del progetto "Colore e Skyline - Aspettando Expo 2015".

Sono state giornate di lavoro intense e appaganti, ma non sono mancati momenti di socialità come il pranzo comunitario di sabato: tutti insieme, intorno ad una tavolata apparecchiata per rifocillarsi ma anche per conoscersi meglio. Quest'esperienza ha catalizzato l'impegno e la generosità di molte persone che hanno messo a disposizione tempo, lavoro e attrezzature e ha dimostrato che insieme si possono raggiungere grandi risultati e superare le difficoltà che si possono incontrare in momenti di crisi come quello attuale.

"Un grazie particolare - dicono gli amministratori che hanno partecipato attivamente all'iniziativa - va a Roberto per aver sapientemente riparato le ante rotte degli armadi e per aver regalato il materiale che presto si trasformerà nei nuovi paracolpi delle aule, ad Arturo per aver messo a disposizione dei genitori la lavapavimenti industriale per pulire le aule, a Dario che con la sega circolare professionale domenica mattina a tagliato a misura (in quantità industriale) i nuovi paracolpi delle aule. E grazie anche ad Alberto che ha preparato la pasta".

Il progetto verrà realizzato quasi a costo zero, un grazie dunque a chi l'ha ideato, voluto e sopratutto a coloro che hanno creduto che potesse funzionare davvero. Un ringraziamento a Banca UniCredit che ha sponsorizzato l'acquisto del materiale occorrente, a Leroy Merlen di Baranzate - in particolare a Claudio- che, a condizioni vantaggiosissime, ha fornito l'occorrente : oltre 100 latte di pittura lavabile, 30 confezioni di smalto, pigmenti coloranti, nastro adesivo, cartone protettivo, stucco, carta abrasiva, rulli e pennelli.

"Il progetto Rinnoviamo la scuola insieme - spiega il sindaco Stefania Lorusso - come le precedenti esperienze (nelle scuole Iqbal Masik e Aurora di Cassina Nuova e nella scuola dell'infanzia Gesù Bambino a Cascina del Sole), si propone di sensibilizzare rispetto alle difficoltà che gli Istituti scolastici e gli Enti locali incontrano per garantire interventi di manutenzione, anche minimi, negli edifici pubblici, ma contemporaneamente indica il desiderio di trovare soluzioni nuove e coraggiose ai problemi (ricordiamo che la nostra Amministrazione è l'unica nel nord Italia ad aver firmato un protocollo di intesa con un carcere per permettere ai detenuti l'esecuzione di lavori socialmente utili sul territorio)".

"Questa iniziativa - dice l'assessore ai Servizi alla Persona Marinella Mastrosanti dimostra che in città c'è molta energia positiva, ci sono molti cittadini disposti a giocarsi in prima persona, hanno voglia di dare una mano perché la scuola appartiene al territorio, è un bene comune da proteggere e tenere con "cura" perché accolga più adeguatamente ragazzi e docenti per il tempo che vi trascorrono".

"La scuola media Leonardo da Vinci di via Fratellanza - spiega il vice sindaco Cesare Doniselli - è uno delle più vecchie. Più volte si è parlato della sua dismissione e del suo possibile ricollocamento, ma finora non è stato possibile. In attesa di poter avere una nuova scuola, la dirigenza scolastica, i genitori e l'Amministrazione Comunale hanno deciso d'intervenire, scendendo direttamente in campo e realizzando questo progetto che si concretizzerà entro il mese di marzo 2015. Uno straordinario esempio di collaborazione, i cui risultati mi rendono fiero d'essere Bollatese".

Presente, in veste di imbianchino, anche l'assessore alla Mobilità Carlo Vaghi. Il prossimo intervento è previsto per venerdì 27, sabato 28 febbraio e domenica 01 marzo. Proseguirà poi per altri 4 fine settimana. Per altre informazioni consultate il sito del comune della città di Bollate e il sito dell'istituto scolastico, dove si potranno trovare le fotografie prima e dopo l'intervento.

 
Torino: il nuovo Centro di accoglienza per le mamme detenute? costruito dai carcerati PDF Stampa
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La Repubblica, 13 febbraio 2015

 

Inaugurato alle Vallette il progetto sostenuto da Saint Gobain e da una serie di fondazioni. E Chiamparino firma un accordo con il ministero. Nuovo centro di accoglienza per madri detenute e nuovo teatro all'interno del carcere Lorusso e Cutugno di Torino.

I lavori di riqualificazione sono stati realizzati dagli stessi detenuti nell'ambito dei progetti promossi da Saint-Gobain Italia, Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri Onlus e Compagnia di San Paolo con il Patrocinio della Regione Piemonte. Quaranta i reclusi impegnati in un corso di 600 ore, tra formazione teorica e pratica, che vi hanno partecipato.

L'inaugurazione è avvenuta nel giorno in cui al ministero della Giustizia è stato firmato un protocollo d'intesa sulle carceri con la Regione Piemonte: presenti tra gli altri il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il presidente della Regione Sergio Chiamparino, il capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo. Salgono così a 13 le intese tra ministero e Regioni e in dirittura d'arrivo c'è anche quella con la Basilicata. Il protocollo coinvolge anche Anci Piemonte, Tribunale di Sorveglianza di Torino e, per la prima volta rispetto alle precedenti, anche il Garante regionale dei detenuti. Il protocollo riserva una particolare attenzione ai soggetti che, a causa della loro condizione di tossicodipendenti, necessitano di speciali percorsi riabilitativi, rieducativi e di reinserimento sociale e lavorativo. E punta tra le altre cose a predisporre un piano di azione regionale per favorire l'applicazione delle misure alternative e consentire l'attivazione di percorsi terapeutici rivolti ai detenuti con problematiche correlate alle dipendenze patologiche.

 
Torino: "Liberi bimbi" e "Liberiamo le competenze": interventi riqualificazione carcere PDF Stampa
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www.obiettivonews.it, 13 febbraio 2015

 

Presentati ieri i progetti sostenuti e fortemente voluti da Saint-Gobain Italia, dalla Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri Onlus e dalla Compagnia di San Paolo, che hanno coinvolto quaranta detenuti nella riqualificazione e ristrutturazione di alcuni edifici nella Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno" di Torino tra i quali il nuovo Centro di accoglienza detenute madri e il teatro. I detenuti sono stati impegnati per 600 ore di formazione teorica e pratica, di cui 200 impartite da formatori di Saint-Gobain Italia, volte a far imparare un antico mestiere con materiali e tecniche innovative, un "saper fare" vero, concreto, in campo edile, rivolto alla riqualificazione energetica sia di edifici nuovi, sia nella ristrutturazione.

La formazione ha un ruolo fondamentale per la riabilitazione dei detenuti: riduce infatti significativamente il rischio di recidiva ed è essenziale per agevolare il reinserimento in società, proprio come la stessa costituzione italiana sancisce, affermando che il carcere deve avere uno scopo rieducativo, per offrire un percorso di riabilitazione con importanti ricadute per la collettività. Per questo la Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri Onlus, Saint-Gobain Italia e la Compagnia di San Paolo hanno promosso e implementato negli ultimi quattro anni questi progetti all'interno del carcere di Torino.

La riduzione dei costi di gestione delle strutture pubbliche è un altro obiettivo centrale delle iniziative. Questi interventi di riqualificazione energetica favoriscono un risparmio economico per i contribuenti, grazie alla riduzione dei costi di gestione della struttura stessa e hanno prodotto ottimi risultati anche in termini di fabbisogno energetico, grazie all'utilizzo di materiali naturali e sostenibili, messi a disposizione dal gruppo Saint-Gobain.

Tale impegno, proseguito senza interruzioni dal 2010, si è concretizzato nell'attività di formazione svolta da Saint-Gobain Italia anche per la posa in opera dei materiali, coordinata e sviluppata dalla Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri di Torino e sostenuta dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Torino.

 

Il progetto Liberi Bimbi sostenuto dalla Fondazione Saint-Gobain Initiatives

 

Grazie a Liberi Bimbi, è nato il nuovo centro di accoglienza dedicato alle madri incarcerate, grazie al lavoro di 16 detenuti. L'iniziativa promossa e sostenuta attivamente dalla Fondazione Saint-Gobain Initiatives prende avvio dall'obbligo in capo agli Istituti di pena detentiva, di riservare uno spazio - Icam - dedicato ai detenuti con bambini. Tale spazio è stato individuato nella palazzina attualmente utilizzata dai detenuti semiliberi: le persone che al mattino escono dal carcere per lavorare e ritornano alla sera.

Mantenendo l'impegno di fare formazione in ambiti concreti e che siano richiesti nel lavoro in edilizia, all'interno di questo progetto più complesso, sono state impartite dai formatori di Saint-Gobain Italia 90 ore di lezioni teoriche e pratiche. Tale contributo ha reso possibile la realizzazione dei lavori di riqualificazione energetica delle pareti perimetrali - con l'insufflaggio di lana di vetro nelle casse vuote tra i muri - e di un controsoffitto isolato termicamente e acusticamente e finito con lastra in gesso rivestito. L'impegno di Saint-Gobain Italia si è esteso anche all'erogazione di borse lavoro che hanno coinvolto alcuni detenuti, per agevolare il loro reinserimento nel tessuto sociale. Oltre a Liberi Bimbi, la Fondazione Saint-Gobain Initiatives è impegnata nello sviluppo del progetto Linguetta, nel quale Saint-Gobain sostiene la Lega del Filodoro, nella costruzione di un centro altamente specializzato per l'assistenza ai bambini sordociechi e delle loro famiglie.

 

Liberiamo le competenze

 

Li.Co. - Liberiamo le competenze e arrestiamo gli sprechi - ha permesso la riqualificazione energetica di alcuni edifici della Casa Circondariale di Torino. Dal 2010 ha coinvolto 60 detenuti che hanno ricevuto formazione sull'isolamento termico e acustico e successivamente hanno eseguito lavori di riqualificazione della copertura piana della palazzina uffici, circa 1.200 metri quadrati, imparando a impermeabilizzare e isolare termicamente e acusticamente il tetto. In seguito ne hanno isolato le pareti perimetrali con l'applicazione di un cappotto esterno, un solaio dell'archivio sempre con la tecnica del cappotto orizzontale, infine, come prova d'esame, hanno realizzato una contro-parete interna isolata termicamente e acusticamente e finita con lastre in gesso rivestito.

 

La collaborazione con Compagnia di San Paolo

 

Grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e la collaborazione di Saint-Gobain Italia è stato finalizzato un intervento che ha riguardato la riqualificazione energetica e l'impermeabilizzazione della copertura piana del teatro della Casa Circondariale di Torino. A questo si sono poi aggiunte altre coperture sempre nella zona detentiva del carcere per un totale di 2.000 metri quadrati riqualificati.

"Per noi "formazione professionale" significa non solo apprendimento di competenze tecniche, ma occasione e strumento per lo sviluppo integrale della persona, sul piano culturale, umano, sociale", spiega Attilio Bondone, Presidente della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri. "Per questo da oltre trent'anni il nostro ente è impegnato nella formazione all'interno delle carceri: perché riteniamo che la pena detentiva perda di significato se non accompagnata da proposte concrete, che diano alle persone coinvolte la possibilità di vivere il tempo della condanna in modo "costruttivo", preparando il proprio reinserimento nella comunità dal punto di vista occupazionale e sociale. Il lavoro è il fattore chiave per il recupero della persona sotto entrambi i profili". E sottolinea: "Tutto ciò non reca vantaggio solo ai soggetti detenuti, ma a tutta la comunità, poiché si traduce in una riduzione della recidiva e quindi in un aumento della sicurezza. Questo impegno è reso possibile grazie al sostegno degli attori pubblici e privati che credono in queste iniziative.

"Da anni siamo impegnati nell'offrire percorsi di formazione professionale utili ai detenuti per agevolarne il reinserimento nella società dopo la scarcerazione", spiega Domenico Minervini, Direttore della Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno" di Torino. "Due sono tuttavia i punti che intendo sottolineare a consuntivo dei progetti appena conclusi: l'eccellente sinergia tra il carcere, le istituzioni pubbliche e il mondo del privato, quale miglior esempio della partecipazione attiva della società civile nella valorizzazione dei programmi di esecuzione penale; l'orgoglio dei detenuti nell'aver dato un contributo concreto e duraturo nella bonifica dei luoghi di detenzione in cui sono costretti a permanere, tema attuale alla luce dei richiami sempre più forti della Corte di Strasburgo ad una maggiore umanizzazione proprio di tali luoghi."

"Siamo orgogliosi di essere uno dei sostenitori di un'iniziativa di così grande valore a cui abbiamo creduto sin dall'inizio del primo progetto nel 2010", dichiara Bruno Rossetti, Direttore Marketing Strategico e Comunicazione Construction Products Saint-Gobain Italia. "Quando pubblico e privato lavorano insieme con un obiettivo comune i risultati ottenuti sono sempre di altissimo livello e questo ne è un esempio concreto. Noi di Saint-Gobain, che operiamo nel settore dell'edilizia sostenibile abbiamo messo a disposizione non solo le nostre competenze e i nostri migliori tecnici per la formazione e per la consulenza nel progetto, ma abbiamo anche voluto dare un contributo nell'erogazione di borse lavoro ad alcuni detenuti per agevolare il loro reinserimento nel tessuto sociale".

"I progetti promossi e sostenuti da Saint-Gobain Italia, dalla Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri e dalla Compagnia di San Paolo e che hanno coinvolto molti detenuti della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino in una formazione teorica e pratica rappresentano un passo importante per il loro reinserimento nella società", commenta l'Assessore alle Politiche Sociali Augusto Ferrari. "La nostra Costituzione prevede che le pene debbano tendere alla rieducazione del condannato e credo che sia fondamentale che il carcere assuma uno scopo rieducativo ed offra ai detenuti una seconda possibilità di potersi riabilitare, di poter seguire corsi scolastici, formativi e di addestramento professionale. Credo che Istituzioni, Associazioni e Fondazioni debbano continuare a collaborare, fornendo insieme risposte concrete ad una società che ha cambiato volto".

"La Compagnia di San Paolo da molti anni si impegna al sostegno economico, progettuale e operativo in ambito carcerario, con l'obiettivo di favorire l'inserimento sociale e lavorativo dei detenuti, l'educazione al lavoro e il miglioramento della qualità della vita in carcere". Aggiunge Paola Assom Area Politiche Sociali Compagnia di San Paolo.

"Per questo è nato "Progetto Libero", il nome delle Linee guida in ambito carcerario della Compagnia di San Paolo. Dal 2011 a oggi, sono complessivamente quasi 6 i milioni euro investiti dalla Compagnia in questo ambito. Non a caso è stato attribuito alle Linee il nome di "Progetto Libero": non è un paradosso, ma una visione programmatica. Non si può cancellare il crimine, ma si deve contribuire a offrire alle persone detenute dignità, autostima, motivazioni di riscatto per avviarle verso una libertà che è innanzitutto interiore. Non è solo una azione meritoria ma anche un impegno verso la società e un dovere costituzionale".

 
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