Napoli: detenuto a Poggioreale rischia di morire, ha gravi disturbi a livello cardiaco Stampa

Corriere dell'Irpinia, 31 dicembre 2013

 

"Nostro padre non può morire in carcere". L'appello di due donne per il loro genitore, Vincenzo Bianco 65 anni , originario di Mugnano del Cardinale , ma residente a Nola. Un barbiere finito in carcere a giugno, deve scontare una condanna a 3 anni e 8 mesi per bancarotta e ricettazione. In sei mesi di detenzione, però, le sue condizioni di salute si sono notevolmente aggravate. Ha perso 13 chili, gli hanno sospeso le medicine, soffre di una grave cardiopatia ischemica, nel 2011 gli sono stati impiantati 4 by-pass. Una situazione per cui già questa estate dai medici del carcere di Poggioreale (dove è detenuto) hanno disposto che venga sottoposto ad alcuni esami e visita specialistica da eseguirsi al Policlinico, ma per due volte l'uomo è stato trasferito presso il nosocomio troppo tardi, quando gli ambulatori avevano già chiuso. Adesso la situazione sta peggiorando.

"Chiediamo che il giudice accerti questa patologia", aggiungono le donne, "e gli conceda gli arresti domiciliari, nelle sue condizioni non può restare in cella". Una condizione di salute molto seria, accertata da almeno due certificati e visite mediche. Bianco in questo momento oltre al calo di peso sta avvertendo anche diversi disagi vascolari, sente molto freddo. La famiglia aveva chiesto di portare in carcere dei guanti, un pigiama più pesante, delle coperte. "Ci è stato risposto che sono beni di lusso", affermano le figlie, "non riesce neppure a lavarsi, l'acqua del carcere è fredda e i termosifoni spesso si rompono. Bisogna fare qualcosa in fretta. Può scontare la sua condanna agli arresti domiciliari, ma non possiamo abbandonarlo". Una battaglia che i familiari di Bianco stanno conducendo sostenuti dall'avvocato Maria Francesca Tripaldi, che pochi giorni fa ha presentato un'istanza al magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Napoli in cui ripercorre le vicissitudini di salute del 65enne nolano.

Ai primi di dicembre Bianco è stato nuovamente visitato da una specialista in angiologia medica che lo aveva controllato il 28 giugno. Nella nuova visita il medico ha "riscontrato un evidente aggravamento del quadro clinico, con conseguente scadimento delle condizioni generali di salute del paziente" che necessitano di ulteriori approfondimenti alla luce delle sue patologie carotidee. Il medico inoltre ha rilevato "importanti anomalie nell'esame elettrocardiografico", si legge nel documento, "eseguito in carcere il 31 agosto, unico esame specialistico tra quelli inizialmente prescritti che ha evidenziato segni di sovraccarico ventricolare sinistro, denotando un quadro clinico grave e pertanto incompatibile con il regime carcerario". Ora la decisione passa al magistrato.