La promessa di Bonafede: presto l'estensione del gratuito patrocinio Stampa

di Ivan Cimmarusti

 

Il Sole 24 Ore, 15 maggio 2019

 

Una riforma del processo civile più vicina alle istanze degli avvocati. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, assicura "semplificazione", con unico procedimento "monocratico identico anche per il Giudice di pace" e con "un unico atto introduttivo", perché il "sistema attuale non sta in piedi". È uno degli aspetti emersi nel corso della Giornata dell'orgoglio dell'avvocatura e tutela dei diritti, un evento organizzato a Roma dall'Organismo congressuale forense, cui ha preso parte il Guardasigilli. Obiettivo dell'incontro è stato quello di trovare, con tutte le componenti della società civile e della politica, punti di convergenza sul ruolo centrale della giurisdizione e dell'avvocatura per la compiuta realizzazione dei diritti dei cittadini e per la regolazione dei rapporti economici e sociali.

In un confronto incalzante con l'avvocato Giovanni Malinconico, coordinatore dell'Organismo, si è discusso di riforma della giustizia, "da tenere fuori dalla polemica politica - ha detto Bonafede -. A volte la politica ha tempi che vanno fuori dalle previsioni: speravo di portare un mese fa la legge delega in Consiglio dei ministri poi è mancato il confronto con l'altra parte politica (la Lega, ndr) e ora siamo in attesa di poterci confrontare". Il Guardasigilli ha precisato che "entro il 2019 sarà approvata la riforma del processo penale e la riforma della prescrizione avrà effetti processuali non prima del 2022".

In pre-consiglio dei ministri, invece, andranno le proposte di riforma sul patrocinio a spese dello Stato. "Una novità - ha detto il ministro - riguarderà la possibilità di accedervi anche per le negoziazioni assistite con esito favorevole".

In generale si è fatto riferimento a una giustizia più vicina alle istanze degli avvocati. "Abbiamo consegnato al ministro il manifesto approvato il 5 aprile dal Congresso nazionale forense - ha detto l'avvocato Malinconico: la giurisdizione non è un servizio ma una funzione primaria, serve a permettere la realizzazione dei diritti, attraverso cui si attuano i principi di equità sociale".

Per questo l'obiettivo dell'avvocatura è di accendere un faro sul "problema dell'accesso alla tutela giurisdizionale dei diritti", ha spiegato Malinconico, che ha aggiunto: "Ci sono costi di accesso alla giurisdizione che interferiscono con il mercato". Aspetti che sono stati illustrati al Guardasigilli con il manifesto, in cui è ricordato come l'avvocato è "garante della tutela giurisdizionale dei diritti".

Nel documento, infatti, si legge che la "giurisdizione sta subendo da molti anni un lento ma progressivo deterioramento, sia riguardo alla sua capacità di offrire tempestiva e concreta tutela ai diritti violati, sia riguardo alla perdita di credibilità e legittimazione che ha ricevuto nei confronti della società civile italiana". Per questo si chiede, tra le altre cose, che siano investite "risorse materiali e umane", che il processo si svolga davanti a un "giudice sempre terzo, imparziale e professionale entro una durata concretamente ragionevole" e che siano assicurate "garanzia e indipendenza dell'avvocato e di tutti i soggetti che concorrono all'esercizio della giurisdizione".