Parma. Protestano gli agenti: "No all'apertura di un nuovo padiglione" Stampa

di Marco Vasini


La Repubblica, 15 febbraio 2020

 

Presidio di fronte all'istituto penitenziario in via Burla. Previsto l'arrivo di altri 200 detenuti. Un gruppo di agenti penitenziari del carcere di Parma aderenti alle sigle Sappe, Osapp e Sinappe, ha manifestato questa mattina con un presidio dalle 10 alle 12 di fronte all'istituto penitenziario in via Burla. Fra i motivi della protesta spicca la prevista apertura di un nuovo padiglione che a breve, entro aprile, dovrebbe portare la capienza della casa circondariale a più di 900 detenuti.

I sindacati lamentano una forte carenza di organico e chiedono all'amministrazione penitenziaria di fermare l'apertura e aumentare l'organico della polizia con almeno 50 unità in più. Richieste che arivano a fronte "dell'aumento vertiginoso di aggressioni ed eventi critici" denunciate anche nei giorni scorsi. A questo proposito, gli agenti chiedono la "dotazione di strumenti atti a rendere inoffensivi i detenuti più intemperanti, quali ad esempio i taser, recentemente assegnati alle altre forze di polizia".

Altra criticià rilevata è la "presenza di un numero spropositato di detenuti malati, anche nelle sezioni ordinarie, tutti in attesa di essere assegnati all'ex centro diagnostico terapeutico, oggi denominato Sai. Persone di difficile gestione sia dal punto di vista sanitario che da quello della sicurezza interna, per la non facile integrazione e interazione coi detenuti in buona salute". E ancora l'onerosità dei canoni mensili per gli alloggi della caserma agenti che versano in condizioni di insalubrità e completa violazione degli standard alloggiativi previsti dalle vigenti norme contrattuali.

Di carcere si è parlato di recente anche in municipio nel corso di una commissione ad hoc. "Esprimo la mia solidarietà agli agenti della polizia penitenziaria che lavorano nel carcere di Parma in condizioni veramente difficili. Da mesi e mesi segnalo al ministro Bonafede che la situazione non è più sostenibile per il sovraffollamento, i continui episodi di violenza, l'assenza di una dirigenza stabile. Il nuovo padiglione non risolverà alcun problema, anzi li peggiorerà tutti, visto che non servirà per ridurre l'affollamento, ma per portare nuovi detenuti e con essi un bel po' di ulteriori problemi per l'istituto e per la città.

L'ho fatto a mezzo stampa e in Parlamento, anche recentemente, con interrogazioni e interpellanze dirette a un Ministro della Giustizia che non risponde, non interviene e non viene a vedere il carcere" scrive la deputata parmigiana della Lega Laura Cavandoli. "Un tale disinteresse verso chi rappresenta e fa rispettare lo Stato e le sue leggi all'interno del Carcere di Parma è incomprensibile".