Parma: il direttore ai Radicali "presto risolto rischio back-out telecamere del carcere" Stampa

Ansa, 8 gennaio 2015

 

Il problema della videosorveglianza nel carcere di Parma, dove sono detenuti boss di calibro e il presunto capo di Mafia Capitale Massimo Carminati, "è un problema tecnico che verrà risolto in brevissimo tempo". Ad assicurarlo oggi all'esponente dei Radicali Marco Maria Freddi, è stato il direttore del penitenziario di Parma, Mario Antonio Galati.

"Sono appena rientrato da una visita al carcere di Parma - spiega Freddi, segretario dei Radicali a Parma - abbiamo visitato alcune celle destinate al carcere duro, il 41 bis, e l'infermeria. Le condizioni del carcere sono buone: le celle sono pulite, ordinate; ogni cella del 41 bis ha il bagno e un piccolo televisore. I problemi legati al sistema di video sorveglianza e video registrazione a rischio continuo di black-out sono dovuti ai lavori nella nuova ala del carcere, lavori che sono al momento fermi. Ma il problema, mi è stato assicurato, verrà risolto nel giro di poco tempo".

La questione era stata sollevata nei giorni scorsi dal deputato Pd Davide Mattiello, componente delle commissioni Giustizia e Antimafia, che a Parma aveva incontrato il presunto boss di Roma Capitale Massimo Carminati. Il carcere di Parma conta al momento 537 detenuti di cui circa la metà è in regime di 41 bis o in alta sicurezza. "Il direttore ci ha comunicato - ha aggiunto Freddi - che nel giro di due settimane entrerà in vigore anche in questo penitenziario la sorveglianza dinamica, grazie alla quale i detenuti "comuni", con un percorso di auto-responsabilizzazione, svolgeranno nel carcere, per 8 ore giornaliere, una serie di attività di formazione e di riabilitazione. Siamo grati al direttore Galati - ha concluso l'esponente dei Radicali - di aver consentito in tempi brevissimi questa nostra visita al carcere, siamo lieti per queste novità che arriveranno a breve e siamo dispiaciuti per il fatto che non rimarrà a lungo a dirigere il penitenziario. Rimaniamo sempre in attesa che il legislatore decida di evitare il carcere ad una miriade di reati prevedendo pene alternative".