Giustizia: Ilaria Cucchi "la procura ora riapra le indagini e ci dica chi ha ucciso Stefano" Stampa

di Federica Angeli

 

La Repubblica, 14 gennaio 2015

 

La procura di Roma potrà riaprire le indagini, si legge nelle motivazioni. Cosa ne pensa?

"Spero che qualcuno finalmente si decida a dirci chi è stato a ridurre così Stefano. Abbiamo questa sentenza che riconosce quel pestaggio e che nega che sia morto di fame e di sete però non c'è nessun colpevole. Da semplice cittadina mi chiedo: quale sarà il passo successivo?".

I medici sono stati "attenti nei riguardi del giovane" dicono i giudici.

"Quello che leggo mi lascia senza parole. Abbiamo avuto dei grandi luminari che nel corso del processo facevano dei convegni per dire "come abbiamo risolto il caso Cucchi". Bene: come lo hanno risolto il caso? Posso capirlo anche io?".

L'unica certezza giudiziaria è che Stefano fu picchiato. Quando secondo lei?

"Questo ce lo devono dire loro. Se avessi potuto farlo io non saremmo arrivati a questo punto".

"Si deve indagare sull'operato dei carabinieri". Avevate mai sollevato dubbi in questo senso?

"In realtà noi non abbiamo mai cercato dei capri espiatori. Noi con grande fiducia ci siamo messi nella mani della giustizia, la stessa che aveva ucciso mio fratello".

Quanto al fatto che non vi sia alcuna certezza sulla causa della morte?

"In Italia se si è uno dei cosiddetti ultimi si può morire senza una causa. La sola verità è che se non fosse arrestato non sarebbe morto".

Sulla sua pagina pubblica di Facebook ha attaccato, 12 ore prima delle motivazioni della sentenza, il procuratore Pignatone. Perché?

"Il mio non è un attacco a lui, sono preoccupata e mi auguro che se ora verranno svolte delle nuove indagini non siano mirate a difendere i pm".

In cosa avrebbero sbagliato i pubblici ministeri?

"Hanno sostenuto un processo in cui si voleva dimostrare che Stefano era morto di suo, non ho mai visto la capacità di ammettere che in fondo anche un magistrato può sbagliare e quindi si è andati al massacro, sostenendo che si trattava di lesioni".

Però in fondo hanno istruito un processo per la morte di suo fratello i pm, no?

"Ci dicevano "vedrete che sarete contenti". Ma contenti di cosa: di avere un processo che era già scritto? Il consulente della procura al tg5 prima ancora dell'inizio del processo, a incarico appena ricevuto, già dichiarava che era un caso di colpa medica".

Secondo lei come sono andate veramente le cose?

"Mio fratello è stato arrestato, è stato vittima di un pestaggio e poi del pregiudizio. Non l'hanno nemmeno guardato in faccia all'udienza di convalida. Sa chi è stato il vero assassino di Stefano? L'indifferenza e di indifferenza si può morire".