Massa Carrara: troppi detenuti, ma l'ala B rimane chiusa per problemi di burocrazia Stampa

Il Tirreno, 26 maggio 2015

 

Due uffici tecnici non riescono a mettersi d'accordo e il taglio del nastro ritarda. Il Sottosegretario Ferri annuncia una visita per sbloccare la situazione.

Una diversità di vedute tra uffici tecnici sta bloccando l'inaugurazione dell'ala B del carcere di Massa. Il reparto che darebbe centocinquanta posti in più alla casa circondariale e risolverebbe il problema del sovraffollamento. Non è un ostacolo di poco conto, però. Si tratta di soldi: per un ufficio servono quasi cinquecentomila euro per dare il via libera, nonostante i lavori di ripristino effettuati cinque anni fa circa; per l'altro ufficio invece bastano pochi lavoretti e pochi spiccioli per poter tagliare il nastro. Il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, è per l'apertura dell'ala, sempre che il ministero non debba accollarsi una spesa folle. Per questo è imminente una sua visita insieme al capo dipartimento amministrazione penitenziaria Sante Consolo, quello a cui spetta l'ultima parola. Insomma, forse ci siamo.

Ma è una questione che si trascina da tanto, troppo, tempo. Tra i lavori fatti fare nel carcere di Massa, da quella che era stata definita la cricca degli appalti, questo è quello che non ha visto ancora la luce. Nonostante sopralluoghi positivi e un indiscutibile beneficio che porterebbe ai detenuti. È stato lo stesso ex direttore Salvatore Iodice a porsi la domanda, mentre aspettava la sentenza della corte di appello di Genova: "L'ala B è pronta dal 2013, nonostante questo resta chiusa. Perché?". Perché se lo chiedono un po' tutti, visto che l'opera è stata completata nel 2010 e da allora i muri si sono scrostati e anche le piastrelle di alcuni bagni si stanno staccando. L'ala B, che avrebbe dovuto risolvere i problemi di sovraffollamento della casa circondariale di via Pellegrini, ha superato il collaudo il 24 luglio del 2012.

Potrebbe ospitare più di un centinaio di detenuti e che nonostante sia funzionale (come attesta il documento protocollato del provveditorato interregionale delle opere pubbliche di Toscana e Umbria) resta off limits. C'è tutta la storia dell'ala B nella relazione del provveditorato: la consegna dei lavori avveniva il giorno 04 luglio 2006 con riserva riguardante principalmente il rinvenimento di manufatti non previsti all'interno dell'area di sedime dello scavo (vecchia centrale termica obsoleta) per l'esecuzione delle fondazioni, nonché la mancanza di altri (idoneo impianto fognario atto a ricevere le acque reflue) non trascritta nel registro di contabilità e non confermata nello stato finale.

Il tempo del cantiere viene fissato in 480 giorni, praticamente un anno e mezzo. E precisamente il time out è il 27 ottobre del 2007. La spesa di poco superiore ai tre milioni. La ditta che si aggiudica l'appalto è la Ibeco costruzioni spa di Roma. Ma poi arrivano le varianti e scoppia il caso appaltopoli e nel 2008 la Ibeco viene costretta ad accettare l'esecuzione dei maggiori lavori senza costi aggiuntivi per l'ente pubblico. Ma la realizzazione dell'opera è un vero calvario, con più di seicento giorni di sospensione divisi in tre episodi caratterizzati da problemi relativi alla sicurezza del cantiere per carenza di personale. In più il provveditorato continua a chiedere migliorie al progetto iniziale e la ditta si impunta, anche perché sa che più di quanto stabilito in partenza

non incasserà. Nonostante questo cammino ad ostacoli il 24 novembre del 2009 il cantiere è finito. Tre visite del collegio poi hanno certificato la validità del lavoro eseguito dall'Ibeco, che ha buttato giù la vecchia palazzina, ricostruendola ex novo ampliata.