Firenze: detenuto di 45 anni muore giocando a calcetto, forse ucciso dal caldo Stampa

di Luca Serrano

 

La Repubblica, 22 luglio 2015

 

SI è accasciato a terra davanti agli sguardi sconvolti degli altri detenuti, durante una partita di calcio organizzata nell'ora d'aria. Torna l'allarme per le condizioni del carcere di Sollicciano, dove lunedì pomeriggio un cittadino albanese di 45 anni ha perso la vita stroncato da un infarto: si tratta del nono detenuto morto nel carcere fiorentino dall'inizio dell'anno.

Una tragedia che secondo il sindacato di polizia penitenziaria Osapp è stata provocata con tutta probabilità dal caldo torrido all'interno della struttura: "Ci domandiamo se sia il caso, secondo noi sì, di sospendere l'attività sportiva all'aperto nelle ore pomeridiane quando il caldo si fa opprimente- commenta il sindacato - appare evidente la necessità di evitare tali rischi soprattutto per quei detenuti che non hanno un'attestazione medica di idoneità".

"Il caldo a Sollicciano è insopportabile, più che in altre case circondariali - attacca il garante per i detenuti della Toscana, Franco Corleone - per fortuna non siamo più ai livelli di sovraffollamento degli anni passati, ma la situazione è ancora grave e merita risposte immediate". Sul caso, intanto, il pubblico ministero di turno ha disposto il trasferimento all'istituto di medicina legale di Careggi, per effettuare l'autopsia. L'uomo stava scontando una condanna per spaccio di sostanze stupefacenti con fine pena nel febbraio 2017.

Lunedì pomeriggio, sotto il sole battente, non ha saputo resistere all'ora d'aria e a una partita di calcio: complice l'afa, all'improvviso ha accusato un malore ed è caduto a terra senza sensi. I soccorsi sono scattati nel giro di pochi istanti. Portato d'urgenza in ospedale, i medici hanno a lungo provato a rianimarlo ma alla fine non hanno potuto far altro che constatare la morte. "I problemi sono quelli di sempre: mancanza di personale, assistenza sanitaria disastrata, condizioni di vita drammatiche - scrive in una nota l'Osservatorio carcere della Camera Penale di Firenze - Le Camere Penali assieme alle associazioni che si occupano di carcere continuano a denunciare questa situazione, ma politica e istituzioni, evidentemente, hanno una diversa agenda. Serve un ordinamento nel quale la pena della detenzione sia misura non centrale del sistema. Nel frattempo, amnistia e indulto rappresentano l'unica soluzione immediata praticabile".