Stati Uniti: su Yelp ci sono anche le recensioni delle prigioni... le scrivono gli ex detenuti Stampa

di Diletta Parlangeli

 

wired.it, 10 settembre 2015

 

I commenti lasciati sui siti di recensioni da parte di ex detenuti e familiari diventano un dialogo tra cittadini e istituzioni. La rete abitua a connessioni inaspettate: in America i siti di recensioni degli utenti stanno diventando un raccordo tra cittadini e istituzioni in tema di detenzione. In che modo? Siti come Yelp, ma anche Google stesso, ospitano sempre più commenti da parte di chi "ha usufruito del servizio". La lunga storia di testimonianze la racconta wired.com per The Marshall Project spiegando che sono in molti a raccontare online la loro esperienza nei penitenziari, archiviandoli nella categoria "Servizi pubblici e amministrazioni locali" (Yelp non ha fornito i dati su quanti fossero i penitenziari recensiti).

Jenny Vekris, finita più volte in carcere per guida in stato di ebbrezza, ha recensito il carcere di Travis County Jail, Austin. Lo ha fatto, spiega, perché "quando sono uscita non potevo permettermi un terapeuta". Ci sono recensioni serissime, altre più scanzonate, altre ancora che sono un mix di toni: "Ho imparato molto da bambino al campo estivo, ma se vuoi imparare competenze che puoi spenderti fuori, devi andare in galera".

A lasciare commenti sul luogo sono ex detenuti, certamente, ma anche assistenti sociali o parenti in visita. A Victoria Ramos è stato impedito di vedere il fratello al Correctional Institution di Tehachapi, California. Gli addetti le hanno consigliato di mettersi addosso qualcosa che fosse meno aderente - riferito a pantaloni bianchi e top nero - e lei è tornata indietro, anche se si era fatta 2 ore di viaggio da Pasadena. Ha lasciato il commento perché nelle regole del penitenziario nessuno aveva specificato come ci si dovesse vestire: "Ho cercato ovunque, ma niente. Forse, se qualcuno avesse lasciato una recensione come la mia, mi sarei presentata con l'abbigliamento adeguato".

Ci sono i commenti di chi è stato detenuto in più di un penitenziario - e quindi riporta le varie esperienze - e quelli di chi, tutto sommato, dice di esser stato trattato bene. Sul centro di detenzione di Willacy, Texas, teatro anche di recente di rivolte contro abusi e maltrattamenti, si trova un solo commento: "no describirla puedo", non riesco a descriverlo.