Misure cautelari: rischio reiterazione solo se è certa l'occasione per delinquere Stampa

di Patrizia Maciocchi

 

Il Sole 24 Ore, 15 settembre 2015

 

Corte di cassazione - Sezione III - Sentenza 14 settembre 2015 n. 36919.

Per ritenere attuale e concreto il rischio di reiterazione del reato, non basta ipotizzare che l'indagato se ci sarà l'occasione tornerà a delinquere, ma è necessario prevedere che quell'"opportunità" ci sarà. La Cassazione, con la sentenza 36919, prende le distanze dal vecchio adagio con il quale si avverte che "l'occasione fa l'uomo ladro", e invita i giudici a stabilire se il momento propizio per commettere di nuovo il delitto può davvero ricapitare.

La Suprema corte bacchetta il tribunale del riesame che non ha tenuto in debito conto le modifiche introdotte dalla legge 47/2015 che rende più stringente l'obbligo di verifica sulla necessità delle misure cautelari. I giudici annullano l'ordinanza con la quale veniva disposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di un indiziato per cessione di sostanza stupefacente. Una conclusione basata "sulle disinvolte e ripetute modalità della condotta".

Per la Cassazione non basta. Il giudice deve cambiare il suo schema logico non può più ipotizzare che "se si presenta l'occasione, sicuramente o molto probabilmente, la persona sottoposta alle indagini reitererà il delitto" ma dovrà seguire la diversa impostazione concludendo che "siccome è certo o comunque altamente probabile che si presenterà l'occasione del delitto, altrettanto certamente, o comunque con elevato grado di probabilità la persona sottoposta alle indagini/imputata tornerà a delinquere".