Giustizia: Beppe Grillo condannato per diffamazione. "Io come Mandela e Pertini" Stampa

Il Tempo, 15 settembre 2015

 

Il leader del M5S diffamò nel 2011 il professor Battaglia. La pena: un anno di prigione e 50mila euro di risarcimento. "Beppe Grillo condannato a un anno di prigione". Con questo titolo apre il blog del leader M5S, che riporta la sentenza emessa ai suo danni e chiosa: "Forse fa paura che il Movimento 5 Stelle si stia avvicinando al governo? Se Pertini e Mandela sono finiti in prigione potrò andarci anch'io per una causa che sento giusta e che è stata appoggiata dalla stragrande maggioranza degli italiani al referendum". Si tratta, nello specifico, della querelle sul nucleare.

La condanna. "Oggi è stata emessa la sentenza dal tribunale di Ascoli Piceno contro di me per diffamazione - spiega Grillo - per aver detto in un comizio che il professor Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale del Dipartimento di Ingegneria "Enzo Ferrari" dell'Università di Modena e Reggio affermava delle coglionate in merito al nucleare. Il fatto risale all'11 maggio 2011, in occasione di un mio comizio elettorale a San Benedetto del Tronto in vista del referendum sul nucleare". "Vi invito a non pagare più il canone, io non lo pago più perché - dissi davanti al pubblico del comizio - non puoi permettere ad un ingegnere dei materiali, nemmeno del nucleare, parlo di Battaglia, un consulente delle multinazionali, di andare in televisione e dire, con nonchalance, che a Chernobyl non è morto nessuno. "Io ti prendo a calci nel c...o e ti sbatto fuori dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera", dissi riferendomi alla partecipazione di Battaglia ad una puntata di Anno Zero", riporta Grillo.

"Il Pm aveva chiesto una multa di 6.000 euro. Il giudice mi ha invece tolto la condizionale condannandomi a un anno di prigione e a 50.000 euro di risarcimento. Io sono fiero - rivendica Grillo - di aver contribuito a evitare la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia.

È un'eredità che lascio ai nostri figli che potranno evitare incidenti come Chernobyl e Fukushima". A Chernobyl non è morto nessuno?, chiede il leader 5 Stelle. Segue un post scriptum in cui Grilllo puntualizza come, contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di informazione, la pena non è stata sospesa.

Il commento del professor Battaglia. "Grillo dovrebbe smetterla di diffamare a destra e manca. Lui può fare la carriera politica che vuole ma deve farla in modo civile. Oltre a offendermi e a incitare alla violenza contro di me, disse che io difendevo il nucleare perché sarei pagato dalle multinazionali. Ma quello che più mi preoccupa di Grillo è che molta gente lo segue e lo ascolta, per questo deve fare attenzione quando parla. Ora è stato condannato a un anno di reclusione per diffamazione aggravata dalla recidiva per la precedente condanna, sempre per diffamazione, ai danni del premio Nobel Rita Levi-Montalcini.

"Immagino che Grillo farà appello e cercherà di arrivare alla prescrizione, che sarà nel 2020 - continua il docente universitario - In quattro anni avrebbe potuto chiedermi scusa e invece non lo ha fatto. Ora - conclude Battaglia - mi auguro che si faccia un po' di servizi sociali, come Berlusconi".

Le condanne precedenti. Quella stabilita dal tribunale piceno non è la prima condanna per diffamazione. Risale a 12 anni fa il patteggiamento in una causa intentata contro di lui dal premio Nobel Rita Levi-Montalcini, definita dal leader una "vecchia p...", insinuando che la scienziata avesse ottenuto il premio grazie a una ditta farmaceutica.

Nel 2012 è arrivata la condanna in appello per aver diffamato a mezzo stampa la Fininvest in un suo articolo di otto anni prima sulla testata Internazionale. Due anni fa la condanna definitiva in Cassazione per diffamazione nei confronti di Giorgio Galvagno, ex sindaco di Asti e parlamentare di Forza Italia. Sempre nel 2013 la condanna in primo grado per la causa indetta dal tesoriere del Pd Antonio Misiani.