Giustizia: congresso Ucpi per denunciare il processo tradito e la Costituzione dimenticata Stampa

di Vincenzo Comi (Componente del consiglio direttivo della Camera Penale di Roma)

 

Il Velino, 26 settembre 2015

 

I penalisti rivendicano da sempre l'essenzialità di recuperare i fondamentali principi costituzionali e i valori che devono contraddistinguere il processo penale. L'obiettivo è assicurare a tutti una difesa effettiva e di qualità in ogni processo e per tutti gli imputati.

È ai nastri di partenza il congresso annuale degli avvocati penalisti italiani. L'appuntamento è a Cagliari dal 25 al 27 settembre. Quest'anno il titolo del congresso è particolarmente evocativo: "La Costituzione dimenticata, il processo tradito". Hanno già confermato la presenza non solo il ministro della giustizia Andrea Orlando, ma anche viceministro Enrico Costa, il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri, il capo di gabinetto di Giovanni Melillo e il capo ufficio legislativo Giuseppe Santalucia. Il congresso cade in un momento particolarmente importante, visto il fermento politico di questi giorni sui temi della giustizia penale.

Nell'interesse dei cittadini, i penalisti rivendicano da sempre l'essenzialità di recuperare i fondamentali principi costituzionali e i valori che devono contraddistinguere il processo penale. L'obiettivo è assicurare a tutti una difesa effettiva e di qualità in ogni processo e per tutti gli imputati, da quelli più noti a quelli sconosciuti, che spesso nel quotidiano sono maggiormente pregiudicati.

L'Unione dei penalisti, che in questi anni ha conquistato una forte soggettività politica e un ruolo continuo di interlocuzione nelle dinamiche legislative, tramite tutti i rappresentanti e in particolare il suo presidente nazionale, Beniamino Migliucci, in tutte le occasioni di partecipazione alla vita politica, ha rivendicato l'importanza di recuperare la centralità di alcuni principi cardine "come quello di uguaglianza, del valore rieducativo della pena e del giusto processo".

In questa prospettiva è obiettivo dei penalisti denunciare la debolezza della politica nei rapporti con gli altri poteri dello Stato e in particolare con la magistratura: La politica deve fare la politica e la magistratura svolgere il compito che la Costituzione le assegna, senza esondare in ambiti non suoi: il processo penale non può e non deve essere un sistema per controllare la legalità o spesso la moralità della società. Con l'approvazione definitiva della legge delega del 22 settembre u.s. il processo penale si prepara ad un restyling.

Tra le altre novità il Parlamento ha trovato la quadra sulle intercettazioni; il governo è delegato a emanare norme finalizzate a evitare la pubblicazione di conversazioni irrilevanti ai fini dell'indagine in corso e attinenti soggetti estranei, con la sanzione fino a 4 anni per la diffusione di captazioni fraudolente di conversazioni tra privati fatte circolare al solo fine di recare danno alla reputazione e all'immagine, salvo quando le registrazioni siano utilizzate per l'esercizio del diritto di difesa e del diritto di cronaca.

Le indagini preliminari avranno un termine effettivo scaduto il quale il pubblico ministero dovrà decidere se archiviare andare a processo. Basta con iscrizioni nel registro degli indagati a tempo indeterminato. Aumenteranno i poteri della persona offesa nella fase delle indagini preliminari e aumenteranno le pene per i reati di furto, rapina e voto di scambio politico-mafioso. Modifiche significative interverranno sui processi a carico di detenuti per i quali sarà prevista regolarmente la video conferenza così come cambieranno alcune regole per l'esecuzione della pena (sarà facilitato il ricorso alle misure alternative, eliminando automatismi e preclusioni all'accesso ai benefici penitenziari, valorizzando il lavoro e riconoscendo il diritto all'affettività, sempre con l'esclusione dai benefici per i condannati all'ergastolo per mafia e terrorismo e i casi di eccezionale gravità e pericolosità).

Su queste novità e su tutte le altre contenute nella legge delega si discuterà a Cagliari, dove parteciperanno tutti i rappresentanti dei penalisti, senza trascurare anche temi riguardanti i rapporti tra le norme interne e quelle internazionali oggi sempre più importanti, la legge professionale e il nostro ruolo nella società.

Da quest'anno compariranno sulle targhe degli studi legali i primi avvocati dotati del titolo di specialista e grande attenzione si dovrà assicurare ai percorsi di attribuzione della qualifica. Lo specialista deve essere dotato di estrema competenza nelle materie penalistiche, ma non basta. È necessaria una grande consapevolezza del ruolo e un'etica della responsabilità per tutelare il cittadino utente nella scelta del professionista. Nell'interesse dei cittadini è stata introdotta la specializzazione, voluta prima di tutti dagli avvocati penalisti.

Per rivendicare in maniera forte e convincente i nostri diritti dobbiamo prima di tutto rispettare i nostri doveri. È questo il viatico per il riconoscimento del ruolo nella società di garanti dei diritti e non di meri prestatori di servizi, che parte dalla formazione dei giovani, dalla deontologia e dall'aggiornamento professionale. Il congresso sarà scandito da tre tavole rotonde in programma: una sul processo, una sul diritto penale sostanziale e una che avrà ad oggetto la riforma dell'ordinamento giudiziario anche alla luce della neonata commissione ministeriale di riforma nominata in questi giorni.