Alba (Cn): "A quando il bando per i lavori nel carcere?" Stampa

di Ezio Massucco

 

lavocedialba.it, 17 luglio 2019

 

Il Garante dei detenuti Prandi scrive al guardasigilli Bonafede. Progetto approvato, fondi stanziati e massima priorità assegnata: allora perché il Ministero della Giustizia non procede ad assegnare l'intervento da 4,5 milioni di euro necessario a riaprire l'intera struttura. C'è il nome del ministro alla Giustizia, il pentastellato Alfonso Bonafede, in testa alla lista di destinatari della missiva partita oggi da Alba all'indirizzo dei vertici nazionali dello Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria (Dap).

A prendere in mano carta e penna, il garante comunale delle persone private della libertà personale Alessandro Prandi, che torna a sollecitare lo stesso ministro e i responsabili del dicastero romano circa l'urgenza di prendere in mano il progetto per la ristrutturazione della Casa di Reclusione "Giuseppe Montalto" di Alba, chiusa dal gennaio 2016 per la contaminazione da legionella che ne interessò gli impianti pochi giorni prima e riaperta soltanto un anno e mezzo dopo, a metà 2017, e solamente per un quarto - 35 posti su 140 - della sua capienza regolamentare.

Come riportato da queste pagine ancora nelle scorse settimane (qui il nostro articolo), nell'unica recente palazzina ora attiva (staccata dal corpo centrale, la sede è quella che in passato aveva ospitato la sezione femminile prima e quella dei collaboratori di giustizia poi) in questo momento trovano ospitalità oltre 50 detenuti, con un tasso di occupazione attestato ora al 143%: valori che fanno di quella albese una delle sedi più sovraffollate d'Italia. Intanto il progetto da 4.5 milioni di euro teoricamente già stanziati per la ristrutturazione del corpo centrale langue.

Dopo le assicurazioni arrivate dallo stesso ministro nel corso della sua visita ad Alba del novembre scorso, gli ultimi riscontri sul tema sono quelli arrivati nel marzo scorso dalla voce del sottosegretario Vittorio Ferraresi, che in sede di question-time alla Camera dei Deputati informava che il progetto era stato approvato, il 20 febbraio, dal Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche. Circostanza poi confermata nella successiva lettera inviata il 15 maggio scorso dal ministro Bonafede al sindaco di Alba Maurizio Marello (leggi qui), scritto col quale il Guardasigilli confermava lo stanziamento già previsto nel 2018 all'interno del "Programma di edilizia penitenziaria 2019-2021".

Un documento che da una parte confermava il precedente stanziamento, inserendo intanto l'intervento albese tra quelli di "priorità massima". "Verosimilmente l'ultimo atto utile per dar il via all'emissione del bando per l'affidamento dei lavori", rimarca ora Prandi, che rileva però anche come dello stesso bando intanto si continui a non vedere traccia. Cosicché i tempi per la completa riapertura della struttura vanno dilatandosi di mese in mese.

"Quando il bando arriverà - spiegava ancora nei giorni scorsi Prandi al nostro giornale - dovremo poi aggiungere i relativi tempi di affidamento e lavori che non dureranno meno di un anno. Se anche si partisse domani, insomma, per vedere il Montalto interamente riaperto bisogna attendere almeno sino al 2021". Da qui l'iniziativa di un nuovo sollecito al ministro, nella speranza che per compiere l'ultimo miglio verso la riapertura integrale del "Montalto" non si debba attendere un altro lustro.