La riforma non accorcia i tempi. I giuristi: il lodo a rischio incostituzionalità Stampa

Il Messaggero, 15 febbraio 2020


Prescrizione, trattamenti diversi per gli imputati. Non convince gli avvocati il Conte bis. L'unione camere penali parla di imputati a vita neppure la formula che blocca l'orologio solo in caso di condanna e al secondo grado di giudizio piace ai legali. Resta lo spettro dell'incostituzionalità, come hanno sostenuto giuristi e magistrati. La norma contravverrebbe il principio della ragionevole durata del processo, rischierebbe di rendere esecutiva una pena anche 15 anni dopo i fatti contestati e riserverebbe un trattamento differente agli imputati. Non si esclude, però, che l'articolo riguardante il lodo Conte bis possa essere stralciato e trasformato in una diversa proposta di legge.

La durata, processi in 4 anni. il no dei magistrati. Sono invece le toghe a opporsi alla norma che prevede sanzioni disciplinari in caso di indagini che si prolunghino nel tempo e un tempo massimo di quattro anni per i processi. La bozza prevede un anno per il primo grado, due per il secondo e un anno per la Cassazione. "È sbagliatissimo stabilire una durata predeterminata per tutti i processi poi scaricare l'inefficienza del sistema sul singolo magistrato. È una risposta semplicistica, brutale e ingenerosa, e controproducente rispetto a ciò che si attendono i cittadini", dicono i magistrati. L'Anm ribadisce il proprio no alle sanzioni ai magistrati per il mancato rispetto dei tempi predeterminati dei processi, previste dalla riforma del processo penale. Un "principio irricevibile".

Tribunali lenti, carenza di mezzi e di personale. Le norme non risolvono il problema della lentezza dei processi. Perché procure, tribunali e Corti d'appello sono sottodimensionati: manca il personale amministrativo, ma risultano inferiori alle esigenze anche i magistrati. È uno dei nodi irrisolti, su cui penalisti e toghe concordano. Questi ultimi, tra l'altro, rischiano anche le sanzioni. Pensare di ridurre i tempi fissando un limite massimo, senza risolvere il problema di rinforzare gli uffici per gli attori principali del mondo della Giustizia è inutile, dicono. Lo hanno ribadito i vertici di Corti d'appello e procure generali dei diversi distretti, in occasione dell'anno giudiziario, e lo sostiene anche il presidente delle Camere penali, Giandomenico Caiazza.

La Cassazione: il pericolo sovraccarico. Nonostante la norma sulla prescrizione voluta dal ministro Bonafede sia stata rivista, il lodo Conte bis rischia di ingolfare la Cassazione con migliaia di processi. I numeri dicono che, nella maggior parte di casi, gli appelli sono presentati da imputati e non dalle procure generali. Pertanto il Lodo Conte bis non risolverebbe il problema, dal momento che prevede la sospensione della prescrizione in caso di condanna in secondo grado. Una norma che, tra l'altro, secondo giuristi ed esperti, ha anche profili di incostituzionalità. Si verrebbe a creare, infatti un diverso trattamento a seconda delle sentenze, circostanza che va contro la presunzione di non colpevolezza fino al terzo grado.