12mila morti al giorno per fame, ma i paesi ricchi non piangono Stampa

di Gioacchino Criaco


Il Riformista, 12 luglio 2020

 

Dodicimila per 10, per 100. È un'operazione facile. Di un orrore indicibile se quei numeri indicassero persone e trasformassero gli uomini in cadaveri. Eppure operazioni del genere se ne fanno ogni giorno nel mondo, nella parte nata male del pianeta. L'Oxfam, l'organizzazione mondiale che si occupa di povertà, lancia l'ennesimo allarme, scrive parole che sono pallottole ma nemmeno lo sfiorano il cuore della parte nata bene del mondo.

A fine 2020 potrebbero morire 12.000 persone al giorno, farlo lentamente per mesi, anni, fino a consumare un esercito di centinaia di milioni di affamati. Fame. Morire per fame, una carenza cronica di alimenti che scava fianchi, infossa guance e divora ogni fremito di vita. 150.000.000 di esseri che non hanno cibo quasi raddoppieranno, con l'82% in più andranno a 270.000.000 di affamati. Che solo a sentirle le cifre della Oxford Committee for Famine Relief, la depressione diventa scoramento, incredulità.

È così, è così. Il covid19, il morbo che in Italia ha sterminato più di 40.000 vite, cagionerà fra i poveri un massacro epocale, toglierà loro la vita senza neppure incontrarli, non gli affloscerà i polmoni, svuoterà gli stomaci. Moriranno in milioni senza infettarsi, perché, come era facile prevedere, gli effetti peggiori della pandemia saranno quelli economici, con un impoverimento generale che devasterà i Paesi meno ricchi.

Questo sta succedendo: in Siria, Brasile, Sud Sudan, India, Afghanistan, la ricchezza declina, l'Occidente, i paesi industrializzati, riducono il proprio Pil e questo si riverbera sulle economie, già asfittiche, che dipendono da esso. Diminuiscono gli aiuti, le rimesse degli emigrati e il rivolo di soldi che passavano da un mondo a un altro si chiude.

Questa sarà la strage vera della pandemia, di fronte a cui i numeri tragici dei morti nei paesi ricchi saranno nulla in confronto alle agonie che già hanno incominciato a progredire nei paesi poveri.

L'infezione si è già mangiata 305.000.000 di posti di lavoro e, imperterrite, le 8 maggiori holding mondiali dell'alimentare hanno distribuito ai loro azionisti 18 miliardi di dollari di dividendi, per la Oxford Committee for Famine Relief basterebbero 1,8 miliardi per rimediare alle carenze alimentari di milioni di persone. Per evitare una strage che sarà addossata alla responsabilità del Covid-19.

Ma il morbo è solo un colpevole presunto, un sicario prezzolato che si accolla responsabilità altrui. Un peccato che è di chi ha potere, ma anche nostro, diviso, diluito, è un torto che la civiltà del consumo fa a quella del bisogno. L'Oxfam spara cifre che sono pallottole, si scontrano contro i petti corazzati di chi mangia, non ce la fanno a raggiungere il cuore. Potrebbero morire 12.000 persone al giorno, entro il 2020, per la fame che sarà moltiplicata dalla crisi economica causata dal covid19, ma non sarà solo il virus ad ammazzarli.