Venezia. Pestaggio in carcere, grave detenuto Stampa

di Gianluca Amadori

 

Il Gazzettino, 12 luglio 2020

 

Attimi di tensione venerdì pomeriggio nel carcere di Santa Maria Maggiore. Al secondo piano, nel settore di sinistra, è scoppiata una violenta rissa tra alcuni detenuti di nazionalità albanese e altri originari della Tunisia. Il personale di custodia è intervenuto per porre fine all'episodio di violenza, ma non è stato facile.

Alcuni agenti sono rimasti leggermente contusi: un assistente capo ha riportato ferite guaribili in 5 giorni. Le conseguenze più gravi le ha patite un detenuto di nazionalità tunisina, ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale, pare con la milza spappolata: per lui si è reso necessario un intervento chirurgico, Altri detenuti hanno riportato lievi ferite.

Secondo le prime ricostruzioni sarebbero stati due detenuti albanesi a dare il via al pestaggio: una sorta di missione punitiva nell'ambito di rapporti sempre più tesi tra le due comunità ospiti a Santa Maria Maggiore. Nonostante la superiorità numerica, i quattro tunisini hanno avuto la peggio. Concluso l'intervento per dividere i contendenti, all'interno del carcere sono state immediatamente adottate le misure necessarie a evitare nuovi contatti tra le persone coinvolte nella rissa e alcuni loro simpatizzanti.

Normalmente quando accadono episodi del genere, i detenuti coinvolti vengono divisi e trasferiti in altri penitenziari. La direttrice di Santa Maria Maggiore, Immacolata Mannarella, ieri mattina non ha ritenuto di dover rilasciare alcuna dichiarazione sull'accaduto, facendo rispondere al centralino del carcere che era occupata e non aveva la possibilità di parlare con la stampa.

Anche il Garante dei detenuti di Venezia ha preferito non commentare, non avendo ricevuto alcuna notizia sull'episodio. Sergio Steffenoni ha però ricordato le difficoltà croniche del carcere veneziano, penalizzato da un grave fenomeno di sovraffollamento e da una grave carenza di personale di custodia, come denunciano da anni, senza risultato, i sindacati di categoria.

In serata l'Unione Sindacati di polizia penitenziaria ha denunciato l'episodio lamentando una situazione sempre più ingestibile. La situazione a Santa Maria Maggiore, così come in tutte le carceri italiane, si è fatta ancora più tesa durante l'emergenza coronavirus: per evitare contagi, infatti, sono stati proibiti tutti i contatti, compresi quelli con i familiari.