Torino. Ridotte le ore di colloquio in carcere, detenute in sciopero della fame Stampa

La Stampa, 22 gennaio 2021


La protesta alla Vallette è iniziata per denunciare che nel carcere torinese non sarebbe garantito il diritto a sei ore settimanali di incontri con i familiari previsti per legge. La portavoce dei No Tav, Dana Lauriola, arrestata lo scorso 17 settembre a Bussoleno per una condanna definitiva a due anni è da stamattina in sciopero della fame insieme ad altre due detenute del carcere delle Vallette per protestare contro la diminuzione delle ore di colloquio.

Ogni detenuto, per legge, ha diritto a sei ore di colloquio settimanale in presenza ma la pandemia ha modificato le regole e le sei ore in presenza sono state sostituite da videochiamate. Anche così - tuttavia - le detenute denunciano che il monte ore non verrebbe rispettato. "Il monte ore settimanale non viene mai mantenuto e addirittura viene dimezzato" è la denuncia.

Il mancato mantenimento delle ore di colloquio familiare "colpisce duramente il diritto all'affettività garantito dal ministero della Giustizia - si legge sui profili social dei No Tav - Ma non solo: va a calpestare la dignità delle detenute e dei detenuti".

Sempre secondo la denuncia dal momento in cui il carcere ha riaperto alla possibilità di effettuare visite familiari, molti parenti si sarebbero recati in carcere per effettuare le prenotazioni ma a tutti quelli provenienti da fuori Torino sarebbe stato vietato l'accesso causa Zona Arancione. Sarebbero anche stati colpevolizzati nonostante non sia giunta a loro alcuna comunicazione in merito alle procedure da adottare da parte della casa circondariale.

Dana Lauriola e le altre due detenute hanno annunciato che continueranno lo sciopero della fame a oltranza "fino a quando non saranno ripristinati i diritti dei detenuti". Dana Lauriola è stata condannata in via definitiva a due anni per aver partecipato a una manifestazione No Tav nel 2012 nella quale erano state alzate le sbarre a un casello autostradale. Nel corso dell'iniziativa il compito della portavoce era quello di spiegare al megafono i motivi della protesta.