“Biancaneve è una stronza?”: documentario sul reinserimento Stampa
In Veneto, 20 luglio 2010

La NASO ROSSO VIDEO è un movimento di video-sensibilizzazione nato a Padova, il cui scopo è quello di utilizzare il prodotto audio-visivo per  sensibilizzare le persone verso tematiche di grande rilevanza sociale. Gli argomenti trattati spaziano dalla disabilità, alla prevenzione, all'abuso di sostanze psicoattive, dalla discriminazione sociale all'immigrazione.
Il video è uno strumento altamente utilizzato nella società moderna per il suo grande potere persuasivo. La televisione, la pubblicità e persino il cinema sono esempi emblematici di come è possibile influenzare gli stili di vita degli utenti attraverso questi mezzi.
Tali strumenti sono spesso utilizzati allo scopo di raggiungere intenti ed obiettivi di carattere personale. Perché allora non utilizzare cortometraggi, spot e documentari anche per informare e sensibilizzare le persone su questioni sociali?
“Biancaneve è una stronza?” è il titolo del documentario che verrà prodotto a partire da una riflessione sulle pratiche di reintegrazione sociale e lavorativa degli ex detenuti.
Il Documentario ha l'obiettivo di proporre una riflessione sulle politiche di rieducazione di soggetti svantaggiati. La poco famosa Legge Smuraglia ne è un esempio: essa prevede sgravi fiscali per le imprese e le cooperative che assumono detenuti. Attraverso le interviste a persone che hanno vissuto l'esperienza del carcere e a esperti del settore, come professori universitari e operatori che lavorano in contesti di reclusione, si cercherà di capire e approfondire i risvolti pratici dell'applicazione di questa legge, nonché i suoi punti di forza e i suoi punti di debolezza. Il documentario racconterà come la possibilità di ottenere una certezza economica, derivata da un lavoro stabile e legale, influenza non solo il benessere personale degli ex detenuti, ma anche il loro reinserimento nel contesto familiare e nello specifico la credibilità del ruolo assunto da questi nei confronti della società e della famiglia. Prendendo spunto dalle storie di detenuti verranno realizzate le scene che, intervallate alle interviste, racconteranno come dei flashback le sensazioni e le emozioni vissute durante e dopo la vita in carcere.