di Andrea Ceredani
Avvenire, 8 marzo 2026
I 95 intervistati dalle Nazioni unite descrivono un sanguinoso “giro d’affari attivo da anni”. Ue e Italia sarebbero “complici del business, favorendo i respingimenti”. Ottantuno migranti, salpati dalle coste libiche, sono sbarcati stanotte a Lampedusa. Molti altri, però, nelle scorse settimane sono stati intercettati e ricondotti in Libia. Ogni giorno, in media, sono 74 le persone che vengono fermate nel tentativo di sbarcare in Europa e riportate forzatamente nel Paese nordafricano. Lì, vengono poi arrestate arbitrariamente, detenute in condizioni disumane, torturate, sottoposte ad abusi sessuali e costrette a chiedere fino a 10mila dollari per il riscatto alle proprie famiglie. Alcuni migranti, invece, spariscono nel niente e vengono ritrovati, dopo aver perso la vita e il diritto all’identificazione, in fosse comuni. È questo il sanguinoso giro d’affari condotto da anni, sui corpi di persone migranti o richiedenti asilo o rifugiate, dai trafficanti libici “spesso legati ad attori statali” e “favoriti dalle politiche migratorie restrittive ai confini mediterranei dell’Europa”.
di Alessandro Mantovani
Il Fatto Quotidiano, 8 marzo 2026
È evidente che la missione umanitaria - pronta a ripartire ad aprile via mare e anche con una carovana via terra - non avrà vita facile nel Paese: tra i fermati c’è Wael Naouar, molto noto fin dai tempi dell’opposizione alla dittatura di Ben Ali e oggi punto di riferimento della Global Sumud. Manganellati anche Avila, Thunberg e gli italiani, Saied chiude le porte agli amici di Gaza. In cella gli attivisti locali. Le accuse di “riciclaggio”, “frode” o “appropriazione indebita” degli aiuti destinati alla Flotilla o alla popolazione di Gaza, riferite dai media tunisini e confermate dai legali, si fatica a prenderle sul serio. Ma non c’è niente da ridere: dopo le botte e l’annullamento degli eventi programmati dalla Flotilla, cinque attivisti tunisini sono in carcere da venerdì 6 marzo e ci resteranno per almeno cinque giorni. Tra loro c’è Wael Naouar, molto noto fin dai tempi dell’opposizione alla dittatura di Ben Ali e oggi punto di riferimento della Global Sumud, che ha largo seguito in Tunisia. Un sesto attivista, secondo fonti locali, è ricercato. Le accuse peraltro somigliano molto a quelle rivolte ad avvocati e operatori umanitari che sostengono i migranti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 marzo 2026
A fine febbraio, nelle 189 carceri italiane ci sono 63.801 persone. I posti effettivamente disponibili (sottraendo quelli inagibili), però, sono poco più di 46mila. Significa che ogni cento posti ce ne stanno 138, e che il sovraffollamento non accenna a diminuire. Anzi, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso la situazione è peggiorata: ci sono 1.700 detenuti in più e il tasso di affollamento è salito di sei punti percentuali. Sono i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria aggiornati al 28 febbraio, pubblicati sul sito del ministero della Giustizia, ed elaborati dal Garante della Regione Lazio, Stefano Anastasìa.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 7 marzo 2026
“Le carceri italiane producono disperazione e recidive, negano dignità, salute e diritti fondamentali”. In Italia si contano 64.000 detenuti, a fronte di 46.124 posti realmente disponibili. In Campania si registrano 7.826 persone detenute, a fronte di 6.173 posti effettivamente disponibili. Di questi, solo tra Poggioreale e Secondigliano, 1.073 sono tossicodipendenti e 250 sono malati di mente e psicotici. Sul tema del sovraffollamento nelle carceri, sulla richiesta di gesti di clemenza alla politica, sul miglioramento della sanità penitenziaria e per chiedere più misure alternative al carcere, martedì prossimo, 10 marzo, alle ore 15:00, su iniziativa del Garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, si terrà un presidio di mobilitazione e di protesta davanti a piazzale Cenni, antistante il Tribunale di Napoli e il carcere di Poggioreale.
di Corrado Favara
L’Unità, 7 marzo 2026
Al congresso di Nessuno tocchi Caino che si è svolto a Milano nel teatro del carcere Cesare Beccaria è intervenuto anche un uomo che nella sua prima vita ha conosciuto gli istituti penali per i minorenni e nella sua seconda vita pure gli istituti penali per i maggiorenni. Oggi è una persona diversa, rinata a una nuova vita, grazie anche ai “Laboratori Spes contra spem” nel carcere di Opera. Quando ha parlato al Beccaria, seduti in prima fila ad ascoltarlo c’erano ragazzi della sua stessa età, quella della sua prima vita.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 7 marzo 2026
Il caso di una minore oggetto di violenza sessuale: reinserimento prioritario. L’accesso a un programma di giustizia riparativa non può essere negato perché la vittima si dichiara non interessata e neppure perché non c’è stato risarcimento. Lo chiarisce la Cassazione con la sentenza 8653 della Terza sezione penale con la quale è stata annullata sul punto, rinviando a nuovo esame, la pronuncia del Gup che aveva impedito la partecipazione a un percorso riparativo di un uomo condannato per atti di violenza sessuale su minore. Determinante l’espressione di dichiarato disinteresse da parte dei genitori della vittima.
difesapopolo.it, 7 marzo 2026
Incontro inedito a Villa Immacolata di Torreglia tra i 15 presuli della CET e i direttori dei 18 istituti penitenziari della regione, con il Provveditore. I 15 Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto, insieme ad una rappresentanza del gruppo di cappellani delle carceri, hanno incontrato oggi pomeriggio presso Villa Immacolata a Torreglia (Padova) i direttori dei 18 istituti carcerari del Triveneto (compresa anche la realtà minorile) guidati dalla dott.ssa Rosella Santoro, Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria di Veneto / Friuli Venezia Giulia / Trentino Alto Adige.
Corriere del Trentino, 7 marzo 2026
La giunta presieduta da Kompatscher dà il via libera: individuati sei mediatori. Il primo passo era stato registrato a settembre, con la firma del protocollo d’intesa tra la Conferenza locale per la giustizia riparativa del distretto di Corte d’Appello di Trento e la Regione. Ora la giunta regionale dà seguito all’impegno contenuto nel documento, istituendo concretamente il Centro per la giustizia riparativa del distretto di Corte d’appello di Trento (e riservandosi “un approfondimento sull’applicazione del trattamento specifico”). La delibera firmata dal presidente della Regione Arno Kompatscher è stata approvata dall’esecutivo all’inizio di marzo.
di Claudio Lattanzi
La Nazione, 7 marzo 2026
Il centrodestra dice no alla possibilità di nominare un Garante dei detenuti. In Consiglio comunale la mozione sulla situazione carceraria, presentata dai gruppi di opposizione, è stata emendata dalla maggioranza nella parte che prevedeva la nomina di un Garante dei detenuti per il carcere di Orvieto. Non se ne farà niente. Sulla questione interviene Sergio Carli, artigiano orvietano con bottega da tappezziere che lavora da tempo con i detenuti e che la minoranza aveva indicato come la persona in grado di svolgere questo incarico. “La figura del Garante non avrebbe cambiato il mondo, non avrebbe risolto i problemi strutturali, né trasformato magicamente le difficoltà quotidiane, sarebbe stata però un simbolo forte: il riconoscimento che la città non si gira dall’altra parte, che il carcere non è un altrove da dimenticare e che le persone detenute restano persone.
targatocn.it, 7 marzo 2026
Il Garante dei Detenuti del carcere di Saluzzo, le associazioni di volontariato operanti nell’istituto penitenziario e la dirigente dell’IIS “Soleri-Bertoni” hanno inviato una nota al Direttore della Direzione Generale dei detenuti e del trattamento, Ernesto Napolillo, per esprimere preoccupazione dopo il diniego all’ingresso di studenti nel carcere di Alta Sicurezza. Da quindici anni vi si svolgeva un progetto educativo legato al Salone del Libro di Torino. La lettera richiama le parole dei familiari delle vittime di terrorismo e mafia e gli appelli di Papa Francesco e del Presidente Mattarella sul valore rieducativo della pena, chiedendo l’apertura di un dialogo per evitare che decisioni restrittive compromettano attività di inclusione e cittadinanza attiva.
- Bologna. No al dibattito sul referendum alla Dozza. È bufera sulle “ragioni di opportunità”
- Firenze. Giustizia e specchi rotti
- Trento. Il Garante: “Struttura carceraria sotto stress, ma forte la Rete di volontariato”
- Venezia. Trent’anni di Granello di senape: “Le persone oltre le pene, per un carcere umano”
- Venezia. I trent’anni del Granello. “Ora nuovi progetti”










