di Joy Bongiovanni
gnewsonline.it, 4 marzo 2026
Migliorare la vita delle donne attraverso la consapevolezza, il sostegno e l’azione è la mission di Soroptimist International, associazione mondiale nata nel 1921 negli USA e diffusasi in 132 paesi, tra cui l’Italia, con 3.000 Club e oltre 75.000 socie, provenienti da categorie professionali diverse. Dall’ottobre 2017, Soroptimist Italia promuove il progetto “Si sostiene…in carcere” per fornire un’alternativa concreta alla detenzione e sostenere le detenute tramite percorsi di formazione professionale e lavorativa all’interno delle carceri italiane, in collaborazione con le direzioni degli istituti penitenziari, grazie al protocollo d’intesa con il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del ministero Giustizia.
di Pietro Luca Oddo*
La Sesia, 4 marzo 2026
Un quadro segnato da criticità strutturali e organizzative, ma anche da tentativi concreti di miglioramento. La relazione 2025 del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà di Vercelli, Pietro Luca Oddo, restituisce una fotografia nitida della Casa Circondariale di Billiemme. Un quadro segnato da criticità strutturali e organizzative, ma anche da tentativi concreti di miglioramento che, tuttavia, non riescono ancora a compensare il peso del sovraffollamento e della carenza di personale. Nel 2025 sono stati effettuati interventi significativi: il rifacimento di coperture e infissi in alcune sezioni, la ristrutturazione del secondo piano destinato al trattamento intensificato, l’avvio dell’adeguamento dell’impianto elettrico e l’allacciamento alla rete fognaria pubblica.
di Nicola Cendron
trevisotoday.it, 4 marzo 2026
La medaglia d’oro di canoa ad Atlanta nel 1996 e l’oro paralimpico nel 1996 ad Atlanta e nel 2000 a Sydney, a Treviso per il progetto “Olimpiadi in carcere” ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per Seconda Chance. Anche all’interno del carcere di Santa Bona a Treviso, proprio nel giorno dedicato al passaggio della fiamma paraolimpica, si respirerà l’atmosfera di Milano-Cortina 2026. Fa tappa nella casa circondariale di Treviso il progetto “Olimpiadi in carcere” ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per Seconda Chance, associazione che da anni si occupa in tutta Italia e anche in Veneto di formazione e reinserimento lavorativo di detenuti e detenute grazie ad un protocollo con il Dap. Il progetto gode del patrocinio del C.O.N.I. della F.I.C. e della F.I.C.K e della Fondazione Cortina.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 4 marzo 2026
“Basta conquistarne alcuni, che alcuni smettano di pensare di buttar via la chiave. Far ragionare la gente è uno dei nostri obiettivi”. A dirlo a gNews è Esther Sibylle von der Schulenburg, che da dieci anni porta avanti diversi concorsi riservati ai detenuti: per scrittori, per cuochi, per pittori. È tra i premiati dal Presidente Sergio Mattarella con l’onorificenza dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, per il suo impegno nei penitenziari. “Un suggello del lavoro che abbiamo fatto finora”, dice. Sibylle fonda l’associazione Artisti Dentro onlus nel 2015; i concorsi per i reclusi partono tra il 2014 e il 2016. L’idea alla base è stimolare resilienza e un sano agonismo. Lo spirito competitivo punta infatti a “risvegliare le energie sopite dei detenuti”, spiega. Per l’edizione 2025 sono state inviate 598 candidature: oltre 200 per “Scrittori dentro”, 104 per “Cuochi dentro”, 280 per “Pittori dentro”.
di Youssef Taby
Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2026
Ignorata la mozione approvata all’unanimità in Regione a luglio scorso. La denuncia: “Il danno non è solo simbolico, ma sostanziale: si produce un ulteriore svuotamento delle poche garanzie esistenti”. Da oltre due anni e mezzo, al Cpr di Ponte Galeria, manca un presidio che dovrebbe essere ordinario in ogni luogo di privazione della libertà: lo sportello del Garante delle persone private della libertà personale. È chiuso da circa trenta mesi, nonostante una mozione approvata all’unanimità a fine luglio scorso dal Consiglio regionale del Lazio impegnasse la giunta guidata da Francesco Rocca a rinnovare il protocollo d’intesa con la Prefettura di Roma per garantirne la riattivazione. Da allora, però, nulla si è mosso.
di Katia Poneti
Il Manifesto, 4 marzo 2026
La Corte costituzionale, con la sentenza 21/2026 del 26 febbraio, ha affermato che “la Costituzione non impone di escludere o diminuire la pena in caso di ‘disturbi da dipendenza’ da sostanze stupefacenti”. La decisione ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 95 del codice penale, confermando il vigore delle norme esistenti, e ha ricomposto il quadro di riferimento declinando una figura di persona tossicodipendente libera di agire e, al tempo stesso, vulnerabile. La Corte ha accolto l’invito, arrivato con il ricorso promosso dal gup del Tribunale di Bergamo, a rivalutare la disciplina dell’imputabilità della persona tossicodipendente alla luce di possibili nuove circostanze di fatto o di diritto; tra queste, nello specifico, la sentenza riguardante i gravi disturbi di personalità (Cass. 9163/2005) che ha ampliato in modo notevole lo spazio di applicazione della non imputabilità per vizio di mente.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 4 marzo 2026
Dietro le sbarre della famigerata prigione di Teheran continua a resistere quel popolo di dissidenti che il regime ha sbattuto in cella. Ma è su di loro, si teme, che potrà abbattersi la vendetta. Da sempre per i regimi il carcere rappresenta il luogo in cui scaricare i dissidenti e gli oppositori politici, uno strumento per stritolare il dissenso e un monito per chi, da cittadino libero, osa esprimere le proprie opinioni e contestare chi governa. Nella Repubblica islamica dell’Iran la struttura centralizzata che si avvale dell’autorità clericale, rafforzata da reti di intelligence, tribunali rivoluzionari islamici e prigioni, ha tenuto per decenni la popolazione sotto lo schiaffo.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 3 marzo 2026
Dopo un incontro con Stefano Carmine De Michele, capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria, ed Ernesto Napolillo, direttore della Direzione generale detenuti e trattamento, il Coordinamento Carcere Due Palazzi della casa di reclusione di Padova spiega alcuni impegni presi e la volontà di affrontare le tante criticità dell’istituto di pena. In dialogo con Nicola Boscoletto, fondatore di Giotto, cooperativa che ha appena compiuto 40 anni. Il Coordinamento Carcere Due Palazzi raggruppa da oltre 10 anni le associazioni e cooperative attive nella casa circondariale di Padova, “che ha una storia lunga 50 anni nel Terzo settore”, dice Nicola Boscoletto, fondatore di Giotto, cooperativa che nell’istituto da 40 anni (appena compiuti) svolge attività per le persone detenute.
vaticannews.va, 3 marzo 2026
Nell’Aula Magna del Bo dell’Università di Padova, economisti, sociologi, ed esperti della legislazione sul sociale, lanciano un modello per la cooperazione sociale del futuro: co-programmazione e co-progettazione, amministrazione condivisa e sussidiarietà circolare. È stata una festa, il riconoscimento al lavoro pionieristico fatto dalla Cooperativa Sociale Giotto, diventato un modello riconosciuto in tutta Italia, ma anche quasi un piccolo “master” intensivo sui cambiamenti che il sistema della cooperazione sociale sta affrontando e dovrà necessariamente affrontare assieme alle istituzioni e alle imprese per stare al passo con la nuova legislazione in materia che piano piano e con molto ritardo, sta iniziando a dare un indirizzo più adeguato alla programmazione e alla progettazione delle politiche sociali italiane.
di Alessia Cesana
altreconomia.it, 3 marzo 2026
Sovraffollamento, strutture spesso inadeguate e tagli ai finanziamenti: le conseguenze del Decreto Caivano, a più di due anni interi dalla sua entrata in vigore nel settembre 2023, si possono osservare ormai chiaramente negli Istituti penali per minorenni (Ipm) italiani. È ciò che emerge dall’ottavo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile che unisce i dati ufficiali con l’osservazione diretta delle condizioni dei 572 giovani detenuti e detenute delle carceri al 31 dicembre 2025. Secondo l’associazione il modello virtuoso che coniuga controllo a educazione e assistenza sta venendo progressivamente smantellato e soppianto da uno più repressivo e contenitivo; si sottolinea come l’obiettivo di proteggere e prestare maggiore attenzione ai minori si stia gradualmente affievolendo, assottigliando le differenze fra il mondo penitenziario adulto e quello giovanile. Oltre al massiccio utilizzo di antipsicotici e benzodiazepine (la cui somministrazione, come riscontrato da Altreconomia, fra 2020 e 2024 è aumentata del 110%), l’associazione ricorda le indagini della procura di Milano sui presunti pestaggi e torture del Cesare Beccaria e l’apertura per sei mesi presso la Casa Circondariale di Bologna di una sezione per giovani adulti.
- Perché il carcere spesso non riesce a cambiare il comportamento, in particolare dei minori?
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