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di Chiara Baldi


La Stampa, 20 settembre 2021

 

Dal Garda a Roma, l'impresa di Marino per chiedere la cittadinanza per lo studente egiziano. In un mese un milione e mezzo di passi: "Nel lockdown ho capito che dovevo fare qualcosa". Un milione e mezzo di passi attraverso cinque regioni, dalla provincia di Brescia a Roma. Trenta giorni di tempo per coprire a piedi 880 chilometri, con la sola compagnia di uno zaino di 11 chili e di Francesco, un amico torinese che lo raggiungerà a Bologna per accompagnarlo in questa impresa.

Marino Edoardo Antonelli, 59 anni, partirà questa mattina dalla sua casa di Rezzato, nel Bresciano, per raggiungere il 19 ottobre Roma: nel mezzo, tante tappe - Bologna, Firenze, Assisi - che raggiungerà passo dopo passo seguendo l'antica via di San Francesco. L'obiettivo è chiedere al governo italiano di riconoscere la cittadinanza a Patrick George Zaki, lo studente dell'Università di Bologna di origini egiziane che dal 7 febbraio 2020 è detenuto in un carcere del suo Paese con l'accusa di aver fatto propaganda sovversiva: il 14 settembre, nel corso di una udienza durata cinque minuti, sono decadute le accuse più gravi come quelle per "istigazione a commettere atti di violenza e terrorismo" e "appello al rovesciamento dello Stato", per le quali il ricercatore rischiava una condanna fino a 25 anni.

"Ho appena finito di fare lo zaino, è stata una bella impresa perché ho dovuto selezionare le cose che posso portarmi dietro", racconta Antonelli la sera prima di mettersi in viaggio. Tre paia di pantaloni, tre maglie, tre t-shirt bianche con la faccia di Zaki stilizzata e la scritta "freedom for" ("libertà per", ndr) e il Qr-Code che rimanda alla raccolta firme per il ricercatore. Oltre a tanti ricambi per l'intimo e vari carica-batterie per il telefono - con il quale documenterà la sua impresa - e i farmaci. "Tra le cose che ho messo nello zaino, poi, c'è anche la "credenziale di San Francesco" che è una sorta di passaporto che viene compilato con un timbro e la data non appena si arriva in una delle tappe del percorso. È come la conchiglia per chi fa il camino de Santiago".

"Conto di potermi lavare ogni tre giorni per cui è necessario avere cambi a sufficienza. E spero davvero che il tempo sia migliore di come è ora, visto che a Brescia oggi (ieri per chi legge, ndr) sta piovendo da ore. Se dovesse fare un mese di temporali sarà difficile mantenere gli obiettivi prefissati, che sono di 30-35 chilometri al giorno. Un crono programma che mi consentirà di arrivare a Bologna tra il 25 e il 26 settembre, a Firenze intorno al 29-30 settembre e, infine, sulla via di San Francesco verso la marcia della Pace di Assisi il prossimo 10 ottobre. Infine, prevedo l'arrivo a Roma il 19 ottobre: nella capitale mi fermerò tre giorni per poi tornare a Brescia in treno".

L'idea della "Walking for Zaki", Antonelli l'ha avuta nel corso del primo lockdown: "Mentre noi in Italia eravamo chiusi in casa per un periodo di tempo limitato eppure ci lamentavamo costantemente di questa "reclusione", a pochi chilometri dal nostro Paese c'era un giovane che senza alcuna colpa stava scontando una reclusione durissima. Ecco, pensando a questo, ho capito che dovevo fare qualcosa. E alla fine a me piace camminare, ho fatto tanti cammini in passato, anche più volte quello di Santiago de Compostela, e ho pensato che fosse simbolico un cammino per Patrick, perché anche lui possa tornare a camminare".

Per oltre un anno, dunque, Antonelli ha organizzato nei minimi dettagli il suo cammino. Poi a luglio di quest'anno ha conosciuto la community "Station to Station" che ha promosso su Change.org la raccolta firme per chiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana in favore dello studente: da quelle 274 mila firme erano nate poi le mozioni approvate in Parlamento ormai cinque mesi fa. All'arrivo a Roma saranno proprio i ragazzi di "Station to Station" a tenere un flashmob per sollecitare il governo a portare a compimento l'iter di conferimento della cittadinanza a Zaki. "Con il mio pellegrinaggio non voglio dire alle istituzioni cosa fare nel gestire i rapporti con l'Egitto ma credo che a questo punto sia necessario che il governo intervenga per fare in modo che Zaki diventi un cittadino italiano", conclude Antonelli.