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di Simona D'Alessio


Italia Oggi, 5 novembre 2021

 

Le "fake news" (e, in generale, la disinformazione) agiscono come "veleno" nella comunicazione, in grado di "complicare" l'iter riformatore della giustizia. Al contrario, la figura del notaio si rivela "una garanzia contro qualunque falsità e tentativo di distorsione della verità". È stata la ministra della Giustizia Marta Cartabia ad esprimersi così, ieri mattina, al 55° congresso nazionale del Notariato, rimarcando come, "partendo dalle notizie false, si costruiscono narrazioni distorte", e "si alimentano pregiudizi che rischiano di diventare la "vulgata" dominante"; nel corso del restyling dell'assetto giudiziario, ha osservato la titolare del dicastero di via Arenula, "tante delle fatiche e delle incomprensioni che hanno complicato il percorso sono anche state legate a delle informazioni inaccurate, a delle parziali verità, quando non a delle vere e proprie falsità che sono circolate creando inutili preoccupazioni, soprattutto a carico delle vittime di gravi reati e gravi tensioni politiche che avremmo potuto, forse", ha scandito "risparmiarci".

È, invece, "decisiva" per la Guardasigilli "la presenza del notaio accanto al cittadino, soprattutto in alcuni snodi cruciali della vita", giacché l'attenzione della categoria è sempre rivolta "alla centralità della persona in momenti come la nascita, le convenzioni matrimoniali, l'acquisto di una casa, fino al post mortem". I professionisti, nel frattempo giunti alla soglia delle 5.200 unità sul territorio nazionale (ma altri 400 entreranno in servizio nei prossimi mesi), esercitano, ha argomentato la presidente del Consiglio nazionale Valentina Rubertelli, "moltissime funzioni su delega dello Stato e, per questo, ce ne sentiamo a tutti gli effetti parte. Diamo pubblica fede agli atti e svolgiamo il controllo antiriciclaggio", raggiungendo "il 91% delle segnalazioni" tra tutte le categorie ma "contrastiamo anche l'abusivismo edilizio e l'evasione fiscale, riscuotendo, senza agio e per conto dello Stato, tributi indiretti per circa 4 miliardi di euro all'anno".

È una "fake news" che "il Notariato sia una professione tutta al maschile: la femminilizzazione è sotto gli occhi di tutti", considerato che la componente "rosa" ha raggiunto "il 37,2% del totale e le donne con meno di 40 anni sono pari al 48%". E non è vero, infine, che i notai son figli, o congiunti di colleghi: "L'82% non ha parentele". E la selezione, tramite concorso, ha concluso Rubertelli, è "unicamente meritocratica".