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di Antonella Mascali


Il Fatto Quotidiano, 5 novembre 2021

 

È fallito, per ora, un blitz dell'ala centrodestra della maggioranza in commissione Affari costituzionali della Camera per un giro di vite sull'uso del trojan, il captatore informatico che viene inoculato nei cellulari e computer e che, per capirci, ha inguaiato l'ex consigliere del Csm ed ex magistrato, Luca Palamara, e non solo.

Respinto l'emendamento di Forza Italia prima versione, così come quello di Enrico Costa di Azione. A fare muro il M5S, che - questa volta - ha avuto dalla sua parte la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, ma solo perché ha ritenuto che non fosse né il contesto né il momento politico di toccare il trojan. Non la pensava così il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto di FI, che - dicono fonti della Commissione - sarebbe stato l'ispiratore di questo tentativo andato a male.

Alla fine, l'emendamento approvato, sempre a firma dei forzisti Siracusano, Calabria, Zanettin e altri, ma riformulato dal relatore Stefano Ceccanti del Pd, sempre in linea con Palazzo Chigi, contiene una modifica che non cambia la sostanza della norma (articolo 267 c.p.p.) che regola l'uso del trojan. Riguarda la parte della motivazione sulla necessità del captatore informatico per una determinata indagine: invece che "il decreto... indica le ragioni...", diventa "indica le specifiche ragioni".

Tutto comincia mercoledì quando si sta votando sulle "misure urgenti in materia di giustizia e di difesa, nonché proroghe in tema di referendum, assegno temporaneo e Irap". Costa propone che l'autorizzazione al trojan passi dal gip al tribunale collegiale; i forzisti propongono che la "modalità" del trojan debba essere, ai fini dell'indagine, "necessaria", come già previsto dal codice, ma anche "indispensabile" e che il gip spieghi pure perché non ci sia un'alternativa al suo uso. Inoltre, vuole trasformare il trojan, per molti casi, in un ambientale qualsiasi, con i luoghi tassativamente indicati nel decreto. La ministra non vuole alzare la tensione con il M5s, che prospetta di votare contro anche se andrebbe sotto e FI accetta di soprassedere, ma sa che ci sarà un'altra puntata. Non a caso Ceccanti annuncia "un intervento più organico in tema di motivazione dell'uso delicatissimo del trojan in una sede più opportuna, come sottolineato da Cartabia".