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lavocediasti.it, 9 novembre 2021


L'evento fa parte della rassegna del Salone del Libro, 'Voltapagina'. La direttrice: "Un progetto di impegno sociale". Nei giorni scorsi, nel teatro della Casa di Reclusione di Asti, si è tenuta la presentazione del libro "Seimila gradi di separazione, romanzo in 24 storie" con la presenza dell'autore Bruno Ventavoli responsabile dell'inserto de La Stampa "Tuttolibri".

L'evento, condotto da Beppe Passarino, rientrava nell'ambito del Progetto "Voltapagina", iniziativa del Salone Internazionale del Libro di Torino nata nel 2007 per portare i grandi autori della narrativa italiana negli Istituti Penitenziari durante il periodo di apertura del Salone.

"Un progetto di impegno sociale, spiega la direttrice Francesca Daquino, cresciuto negli anni per apprezzamento e partecipazione di scrittori, detenuti e pubblico esterno organizzato in collaborazione con il Ministero della Giustizia. Le precedenti edizioni di "Voltapagina" hanno avuto un grande successo, grazie anche alla presenza di un pubblico esterno. Quest'anno a causa dell'emergenza Covid l'invito è stato esteso ai soli rappresentati di associazioni ed enti che collaborano con la Casa di Reclusione di Asti".

Tra questi hanno aderito all'evento lanpresidente della Fondazione Biblioteca Astense "G. Faletti" Roberta Bellesini, il presidente della Fondazione "Giovanni Goria" Marco Goria, la presidente della Associazione ASO Asti Sistema Orchestra Antonella Pronesti, il Garante Regionale delle persone private della libertà on. Bruno Mellano e la Garante Comunale delle persone private della libertà Paola Ferlauto.

Anche quest'anno l'evento ha visto la partecipazione attiva dei detenuti, preparati dalla professoressa Paola Savio dell'istituto scolastico Cpia di Asti, che hanno interagito con l'autore, ponendo domande che la lettura dell'opera ha suscitato e riflessioni che i vari episodi presenti nel testo hanno richiamato.

"Ciò - spiega ancora Daquino - ha permesso di raggiungere il principale obiettivo che il progetto si prefigge". Bruno Ventavoli al termine si è impegnato, anche su richiesta dei presenti a coinvolgere ed invitare altri autori, anche al di fuori del progetto in atto. "Oltre che costituire un importante momento di promozione culturale, questa iniziativa conferma la volontà della Casa di Reclusione di favorire momenti d'incontro permanenti tra la realtà carceraria e quella esterna".