sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Jacopo Storni


Corriere Fiorentino, 9 novembre 2021

 

"Sollicciano è un carcere malato, ma sono in corso progetti che lo rivoluzioneranno". Antonella Tuoni, direttrice di Sollicciano, spazia a tutto tondo sulle criticità del penitenziario e sui progetti in corso per tentare di risolverle.

 

Ma lei oltre a Sollicciano dirige anche il Gozzini. Non è un problema essere direttrice part time?

"Sì, però è vero che ho accettato questo incarico con impegno e volontà; dovremmo sapere presto, in base agli esiti della procedura concorsuale, chi sarà il nuovo direttore: sono tra i candidati".

 

Negli ultimi mesi ci sono state decine di aggressioni agli agenti...

"È vero, le aggressioni ci sono state ed è un dato di fatto, ma dipende come vengono veicolate le informazioni. Queste aggressioni non sono state così gravi come si vorrebbe far credere".

 

Qualcuno ha strumentalizzato?

"Ognuno fa il suo mestiere, i sindacalisti fanno il loro, è loro interesse enfatizzare certe notizie, stiamo intervenendo".

 

In che modo?

"Ci sono troppo pochi agenti, ne vorremmo almeno 50 in più e ci stiamo impegnando col dipartimento e il provveditorato".

 

A settembre un detenuto è morto con la testa tra le sbarre e l'autolesionismo è un'urgenza: nel 2020, 700 episodi...

"Gli atti di autolesionismo provengono da detenuti non italiani e quindi necessitano di essere approfonditi anche sotto il profilo culturale. Per questo mi sono recentemente incontrata con un centro di etnopsichiatria per prevedere, attraverso il finanziamento con fondi europei, l'ingresso in carcere di etnopsichiatri capaci di decifrare professionalmente questi comportamenti

autolesionisti e prevenirli".

 

Ma perché queste cose accadono?

"Perché molte sono persone in ozio che passano 20 ore su 24 in cella. Dobbiamo pensare ad una maggiore apertura dei reclusi che deve però essere accompagnata da un tempo fuori dalle celle con contenuti".

 

Il riferimento è al lavoro?

"Sì, nel prossimo futuro avremo un edificio per lo svolgimento di attività formative per detenuti. È stato recentemente completato un laboratorio di pelletteria che ha impegnato 12 detenuti".

 

Bambini in carcere con madri detenute. Non è una vergogna?

"Dobbiamo fare in modo che stiano fuori, sono favorevole alla nascita dell'istituto per le detenute madri".

 

Il sindaco Nardella ha lanciato la proposta di un nuovo carcere...

"Le opinioni sono legittime ma considerato che stiamo investendo tanti soldi per Sollicciano pensare di costruire un nuovo penitenziario mi sembra intempestivo".

 

Quali sono i lavori in corso?

"Abbiamo tanti cantieri: la manutenzione delle coperture e delle facciate dei reparti detentivi eliminerà il problema infiltrazioni. Poi c'è la revisione delle sottocentrali termiche e la realizzazione delle dorsali degli impianti idricosanitari, che aiuterà la presenza di acqua calda nelle docce. È in previsione la realizzazione delle docce in tutte le celle, oltre che l'installazione del fotovoltaico sui tetti. E ancora la messa in sicurezza del muro di cinta e il potenziamento della videosorveglianza. E infine il completamento di un campo sportivo".

 

Quando dovrebbero concludersi tutti i lavori?

"Entro il 2024. Ma c'è un altro progetto che ritengo prioritario: ed è il giardino degli incontri come luogo di apertura del carcere alla città, dove coinvolgere i detenuti che qui potranno vedere mostre, spettacoli. Il carcere non dev'essere la discarica della città, ma parte di essa. La valorizzazione del giardino fa parte di un progetto di ben più ampio respiro, con i Comuni di Firenze e Scandicci, il dipartimento di architettura e la fondazione Michelucci, per rigenerare l'area industriale attorno al carcere".