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di Piercamillo Davigo

 

Il Fatto Quotidiano, 9 novembre 2021

 

Nella selva di proposte di modifica della norma penale, quella della Lega vuole rendere lecite violazioni di legge dolose. Di questi tempi molti invocano scudi rispetto alla responsabilità penale (e per la conseguente responsabilità civile discendente da reato). Si è operato e si chiede di operare per limitare la responsabilità di medici, altri operatori sanitari, giornalisti, professionisti vari e amministratori locali e non solo.

Chissà perché non si pensa di limitare la responsabilità penale (che è piena) dei magistrati (che pure svolgono funzioni almeno altrettanto delicate), anzi, con un referendum, si vuole estendere la loro responsabilità civile consentendo l'azione diretta (oggi in sede civile si deve agire contro lo Stato, che è poi obbligato a rivalersi sul magistrato, mentre in sede penale è ovviamente possibile la costituzione di parte civile contro il magistrato imputato). Stanno così fiorendo disegni di legge volti a limitare la responsabilità dei sindaci e non solo.

Il disegno di legge "modifica all'articolo 54 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di responsabilità penale degli amministratori locali", di iniziativa del senatore Vincenzo Santangelo e di altri dieci appartenenti al Gruppo del Movimento 5 Stelle, affronta il problema limitatamente alla responsabilità per colpa lieve dei sindaci nell'ipotesi di non aver impedito un evento che si ha l'obbligo giuridico di evitare (l'art. 40 comma 2 codice penale prevede infatti che non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di evitare equivale a cagionarlo).

Il disegno di legge "Disposizioni in materia di responsabilità penale, amministrativa e contabile dei sindaci" presentato dal senatore Dario Parrini e da altri 14 senatori iscritti al Gruppo del Partito democratico, oltre che sulla responsabilità omissiva si propone di intervenire sul reato di abuso d'ufficio e sulla responsabilità erariale e contabile con specifico riferimento ai sindaci.

Il disegno di legge avente a oggetto "Modifica dell'articolo 323 del codice penale in materia di reato di abuso d'ufficio", di iniziativa dei senatori Andrea Ostellari e da altri 52 senatori appartenenti al Gruppo Lega-Salvini premier - Partito Sardo d'Azione, si propone di cambiare la portata del reato di abuso d'ufficio.

Il testo attuale dell'art. 323 codice penale (in vigore dal 17.7.2020 dopo l'ennesima modifica) è il seguente: "Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità".

Avevo già riferito in un articolo, pubblicato su questo giornale il 5 marzo 2021, come dopo le modifiche apportate dal 17 luglio 2020, il presidente della Sesta Sezione penale della Corte suprema di cassazione Giorgio Fidelbo, in una (allora) recente intervista aveva affermato che, alla luce di tale restrizione, tanto vale abolire il reato di abuso d'ufficio.

Il disegno di legge presentato dai senatori del Gruppo Pd propone di inserire nell'articolo 323 del codice penale, dopo il primo comma, il seguente: "Quando il fatto di cui al primo comma è compiuto dal sindaco, la violazione si intende riferita a specifiche regole di condotta previste dalla legge o da atti aventi forza di legge relative a competenze espressamente attribuite al sindaco e dalle quali non residuino margini di discrezionalità". Dal punto di vista tecnico non riesco a capire la reiterazione del richiamo alle regole di condotte ecc. quando bastava scrivere che se il fatto è compiuto dal sindaco si deve trattare di competenze espressamente attribuite al sindaco. Si prevede poi una modifica nello stesso senso dell'art. 40 comma 2 del codice penale.

Il disegno di iniziativa dei senatori del Gruppo Lega ecc. propone il seguente nuovo testo: "Art. 323 - (Abuso di ufficio) - Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, omettendo di astenersi in presenza dell'interesse proprio o di un prossimo congiunto, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale, ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità".

Ovviamente le scelte legislative sono di competenza dei Parlamentari e non intendo entrare ora nel merito delle valutazioni politiche sottese. Vorrei però che un partito politico che ha condotto la campagna anche per il referendum sulla responsabilità dei magistrati con lo slogan "Con la Lega chi sbaglia paga" riflettesse sulla propria coerenza.

Quando ero bambino, un giorno mentre tiravo sassi contro il muro fui ammonito che avrei potuto rompere un vetro. Imperterrito continuai e ruppi un vetro. Mi arrivò un ceffone accompagnato dalla frase: "Così impari" (funzione rieducativa della pena). Mi giustificai dicendo che non lo avevo fatto apposta e me ne arrivò un altro con la frase: "Ci mancherebbe", così capii la differenza fra dolo (farlo apposta) e colpa (quando l'evento non è voluto).

Abolendo, come vorrebbe il progetto leghista, la punibilità per la "violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità [...] intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto" significa rendere penalmente lecite violazioni di legge dolose, cioè fatte apposta (anche per i magistrati).

Diventerebbero così leciti comportamenti come per esempio (spigolando da sentenze): il demansionamento di un dipendente comunale attuato con intento discriminatorio o ritorsivo (Cass. 22871/2019); il rilascio di un permesso in sanatoria in contrasto con lo strumento urbanistico di zona e per opere non sanabili nonché l'omessa revoca del permesso di costruire e la mancata emissione dell'ordinanza demolitoria (Cass. 4140/2017); la lesione delle prerogative parlamentari, nell'ipotesi di acquisizione agli atti di un procedimento penale di tabulati, relativi a comunicazioni intercorse su utenze riferibili a deputati o senatori, senza la preventiva autorizzazione della Camera di appartenenza di questi ultimi, ovvero nell'ipotesi di elaborazione di tali dati, illegittimamente acquisiti, da parte del magistrato o di un suo collaboratore (Cass. 49538/2016). La Lega dovrebbe allora cambiare il suo slogan in questo modo: "Con la Lega chi sbaglia paga, a meno che non lo abbia fatto apposta" almeno salverebbero la coerenza anche se non il buon senso.