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di Michele Farina


Corriere della Sera, 2 dicembre 2021

 

Nel Paese africano, dove un bambino su 10 muore prima di avere 5 anni, la pandemia non fa neanche paura. È qui che "Sasn", task-force per la sicurezza alimentare, salva piccoli come Ring. Un Paese dove la parola Covid suona come una minaccia remotissima, che regala metà dei suoi vaccini anti-coronavirus ai vicini, che non ha conosciuto né lockdown né marce no vax.

È il Paese più giovane del mondo, ha appena compiuto dieci anni e chiaramente ha altre priorità. La più acuta: sfamare i suoi bambini (uno su due è denutrito), dare loro medicine quando si ammalano di malaria, dissenteria, parassiti, disturbi respiratori. In Sud Sudan almeno un bambino su 10 muore prima di arrivare a 5 anni. Più della metà degli 11 milioni di abitanti sono sfollati per via della guerra interna che non si è mai fermata tra opposte fazioni. Ci mancavano le inondazioni, le peggiori degli ultimi 60 anni, a mandare sott'acqua un terzo dei magri raccolti.

Ecco, per salutare degnamente la rinascita del piccolo Ring, età otto mesi, bisogna tener presente in che razza di presepe-Paese è venuto al mondo. Ring Yai viveva con la mamma Nyadit nel villaggio di Amour, un nome che non è affatto un programma. In verità stava morendo.

L'insicurezza alimentare in Sud Sudan colpisce sei milioni di abitanti, e i piccoli come Ring sono i più vulnerabili. Un giorno qualcuno forse gli racconterà di quella strana banda di volonterosi con base in Italia che si sono presi cura di lui. La banda della Sasn: Sostegno alla sicurezza alimentare e promozione della sana nutrizione. Un progetto partito nel 2018: sostenere 24 centri sanitari in uno dei Paesi più disastrati del mondo, facendo perno sulle comunità locali tra la regione del Bagari e la città di Wau, ha voluto dire raggiungere e sostenere in tre anni 105mila persone.

Screening da record - Mamme smunte e bambini scheletri: quando gli agenti della Sasn (sembra il nome di un commando di forze speciali) hanno portato il piccolo Ring all'Ospedale Madre Teresa, presso il Centro di stabilizzazione, gli operatori gli hanno fatto uno screening da record. Il suo braccio aveva una circonferenza di 8 centimetri, (la metà del normale alla sua età), pesava 5 chili (contro i 7-10 dei coetanei ben nutriti) e non aveva appetito (segno che stava scivolando in una condizione di non ritorno). Il bambino è stato subito trattato con latte F75 e F100. Alimentazione di emergenza: 80-100 kilocalorie per chilogrammo al giorno, distribuite in 8-12 pasti quotidiani da tre a sette giorni. Al termine del trattamento Ring aveva già messo su quasi un chilo, e il suo braccio quasi 1 cm di circonferenza. E gli era tornato l'appetito.

La cura è proseguita in ambulatorio, con speciali alimenti terapeutici pronti all'uso: barrette, paste o biscotti appositamente formulati per il trattamento della malnutrizione (molto più densi di nutrienti rispetto ai pochi alimenti disponibili in casa). Il giorno delle dimissioni per la mamma Nyadit è stata una piccola festa. Chiaro che la strada di Ring è ancora molto accidentata. Serve sostegno. Racconta Suor Bibiana dell'ospedale Madre Teresa di Wau che "un'altra grande sfida riguarda i farmaci, soprattutto per i bambini, perché le scorte che riceviamo dal Ministero non sono sufficienti per l'enorme numero delle persone malate".

La banda della Sasn non si è dispersa. E a questo punto è bello svelarne i componenti. Il progetto (triennale, finanziato dall'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo) è stato gestito da un consorzio di forze di cui Vides (l'associazione di volontariato femminile legato alle missionarie salesiane) è capofila, e di cui fanno parte Amref Health Africa, l'Università di Pavia, Leviedelmadeinitaly e Bankuore Onlus. In Sud Sudan le controparti sono l'ufficio sudsudanese di Amref, Eas e Hard.

Questione di priorità - Se all'inizio di questo articolo avessimo fatto un gioco di associazione di idee (la prima cosa che vi viene in mente quando si parla di "sicurezza"?) forse non tutti avremmo pensato al cibo. La pandemia, la criminalità, il terrorismo. E invece la "sicurezza alimentare" resta la priorità numero uno per milioni e milioni di persone. In Africa, il continente che cresce demograficamente come nessun altro, se ci fosse un campionato dell'"insicurezza della tavola" sarebbe il più affollato. E il Sud Sudan del piccolo Ring Yai partirebbe favorito. Chi cerca di rompere i pronostici, come fanno gli agenti della banda Sasn, è benvenuto.