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garanteinfanzia.org, 18 gennaio 2022


Il confronto si è svolto online, nell'ambito del progetto di Agia con il Ministero della Giustizia e l'Istituto degli Innocenti. Lo scorso 12 gennaio l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza Carla Garlatti ha incontrato il presidente del Forum europeo per la giustizia riparativa (Efrj), Tim Chapman nell'ambito, delle attività legate alla ricerca che l'Agia sta svolgendo, in tema di giustizia riparativa nel sistema penale minorile, in collaborazione con il Ministero della giustizia e con l'Istituto degli Innocenti.

"Si è trattato di un incontro proficuo e interessante - commenta l'Autorità garante Carla Garlatti - nel corso del quale ci è stata offerta una panoramica europea sulla restorative justice in ambito penale minorile".

L'occasione è stata utile per condividere alcune riflessioni di sistema, in particolare ragionando sull'impatto e sui benefici che derivano dalla partecipazione a un programma di giustizia riparativa per le vittime e per gli autori di reato minorenni. "Chapman - prosegue Garlatti - ci ha confermato che a livello europeo, fatta eccezione per i paesi anglosassoni, mancano ricerche sugli effetti della giustizia riparativa.

Allo stesso modo non risultano studi che ci dicano, con gli occhi di chi vi ha preso parte, quali effetti produca - sia per gli autori che per le vittime - fare questo tipo di esperienza. L'intento della nostra ricerca è proprio quello di colmare questo vuoto, in un momento in cui si sta investendo molto in questa direzione, per dar voce ai protagonisti diretti di queste esperienze".

Proseguono, intanto, le attività legate al progetto. Domani tornerà a riunirsi la cabina di regia, composta da rappresentanti dell'Autorità garante, del Ministero della giustizia e dell'Istituto degli innocenti, insediatasi il 10 dicembre scorso. A febbraio, invece, è prevista una sessione di lavoro del Comitato scientifico, costituito dal criminologo Adolfo Ceretti, dalla mediatrice penale e già dirigente dell'amministrazione penitenziaria Maria Pia Giuffrida e dal professore di filosofia morale Giovanni Grandi.