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di Damiano Aliprandi


Il Dubbio, 18 gennaio 2022

 

Sale il contagio, il sovraffollamento persiste e i problemi atavici del carcere, inevitabilmente si acutizzano. Da più fronti si invoca una soluzione, un decreto che tamponi l'emergenza e parallelamente l'attuazione delle proposte della commissione Ruotolo. "Troppi detenuti, il governo deve mettere in campo un decreto svuota- carceri!". Lo dice in una nota Samuele Ciambriello, garante dei detenuti della regione Campania. Lo dice mentre i numeri dei contagi salgono vertiginosamente, causa anche il sovraffollamento dove è di fatto impossibile isolare tutti i detenuti infettati dal covid 19.

"Chi ha sbagliato deve pagare il suo debito non a prezzo della vita, perché chi è detenuto ha diritto alla tutela della sua vita, perché il carcere non deve essere un luogo oscuro e separato dalla società. In Campania oggi abbiamo 6.403 reclusi nei 15 Istituti penitenziari. Sono invece 6.882 le persone diversamente libere in Area penale esterna. Carcere e Covid. Sono 221 gli agenti e gli operatori penitenziari contagiati in Campania. Invece 351 i detenuti contagiati (di cui 124 a Poggioreale e 120 a Secondigliano). Lo so non fanno notizia, sono numeri!", sottolinea il garante Ciambriello aggiornando i dati su carcere e Covid in Campania.

Il garante della regione Campania con la sua nota propone soluzioni operative in questo periodo di crisi pandemica: "Occorre non far entrare in carcere persone, se non per reati gravi, c'è bisogno di più misure alternative al carcere, il governo deve mettere in campo un decreto svuota- carceri, subito assunzioni, anche a tempo determinato, per agenti di polizia penitenziaria, educatori e figure socio- sanitarie, vaccini e cure mediche adeguate per i detenuti e gli operatori penitenziari, far tornare nelle proprie Regioni i detenuti, rispettando il diritto della territorialità della pena, liberazione anticipata da 45 a 75 giorni". Infine Ciambriello conclude: "Mutare il carcere significa soprattutto operare un processo di trasformazione culturale e legislativa in grado di renderlo al contempo un luogo di garanzia dei diritti e di certezza della pena".

Come riporta La Nazione, sabato scorso la ministra della Giustizia Marta Cartabia, su invito del sindaco di Firenze Dario Nardella, ha fatto visita al carcere di Sollicciano. "Il carcere è parte della Repubblica - ha detto la guardasigilli durante la visita - è un dovere essere qui per verificare di persona la struttura. La vita carceraria. Le criticità che dall'autunno scorso, se possibile, sono aumentate. Sollicciano è un caso nazionale. Rita Bernardini, Presidente di Nessuno tocchi Caino, ripete da anni che ' è un carcere fuori dalla legalità'".

Ricordiamo che l'esponente del Partito Radicale ha ripreso lo sciopero della fame "a staffetta' da mezzanotte del 10 gennaio. Lo fa anche affinché il governo metta in campo la liberazione anticipata speciale, quella contenuta nell'emendamento a firma del deputato Roberto Giachetti. Da una parte ci sono spinte per varare immediatamente un decreto, dall'altra le proposte della commissione Ruotolo che ridanno un senso al carcere. Vanno di pari passo: si salva la vita (decreto) e poi subito dopo la terapia con l'innovazione del sistema penitenziario.