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lapiazzaweb.it, 22 gennaio 2022

 

"Mi piacerebbe far vedere lo spettacolo ai miei figli perché sapessero cosa di buono fa loro padre qui dentro in carcere". Queste le parole di uno dei quattro detenuti che ieri (martedì 17 novembre) alle 14,30, all'interno del carcere di Rovigo, in uno spazio solitamente utilizzato per le funzioni religiose, ha messo in scena 'La tempesta' di William Shakespeare a coronamento di un laboratorio condotto da maggio proprio nel carcere di Rovigo, in via Verdi, da Alessio Papa e Katia Raguso, trentacinquenni attori pugliesi del Teatro del Lemming di Rovigo.

La compagnia teatrale del Lemming, di fama internazionale, è legata al nome del fondatore, regista e attore rodigino, Massimo Munaro, che ha seguito lo spettacolo come spettatore definendolo toccante: "È in posti come questo che si può vedere come l'espressione teatrale diventa esigenza".

Grande soddisfazione anche da parte di Katia Raguso e Alessio Papa, che ha spiegato: "All'inizio erano quasi una dozzina a partecipare al laboratorio, poi, a causa di trasferimenti, detenuti usciti e chi per varie ragioni ha smesso, sono rimasti in quattro. Con uno stereo e pochi pezzi di carta, materiali poverissimi, posto che si era deciso di rappresentare 'La tempesta', le scene sono maturate insieme, loro hanno manifestato una grande voglia di fare partendo dall'improvvisazione". Papa spiega perché è stata scelta proprio questa commedia scritta nei primi del 1600 da Shakespeare: "L'isola in cui furono esiliati Prospero e Miranda può essere anche riletta come una metafora del carcere".

Entusiasti dell'esperienza anche gli attori. "Quel che è sicuro è che anche quando sarò fuori ce la metterò tutta per fare quello che mi capiterà di fare con il massimo dell'entusiasmo perché anche chi finisce a terra, come noi, in carcere, ha il diritto e il dovere di fare di tutto per provare a rialzarsi", questo il commento di un detenuto che nello spettacolo si esibisce a più riprese con danze che richiamano molto la capoeira, dimostrando abilità di ginnasta non comuni. "A me piacerebbe continuare a fare teatro anche fuori di qui, quando uscirò andrò a cercare Katia e Alessio", ha detto un altro, rigenerato del lavoro svolto.