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di Rossella Grasso


Il Riformista, 22 gennaio 2022

 

"Santa Maria Capua Vetere ce l'ha insegnato, il carcere è tortura di Stato. Diritto alla salute per i/le detenuti/e". È questo lo striscione che i familiari dei detenuti hanno esposto fuori al carcere di Poggioreale dove hanno protestato per chiedere maggiori diritti per i loro cari reclusi, soprattutto per la tutela della salute. Intanto la protesta si svolge anche all'interno del carcere dove circa 100 detenuti stanno facendo lo sciopero della fame e del carrello contro le precarie condizioni in cui vivono.

Uno sciopero in sostegno a quello già iniziato giorni fa da Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino, a cui si sono associati alcuni detenuti del padiglione Firenze, in particolare gli esponenti di Forza Nuova tra cui Roberto Fiore, Giuliano Castellino, Luigi Aronica e Salvatore Lubrano. Sono stati proprio loro a scrivere alla Bernardini per invitarla per una visita in carcere, per vedere con i suoi occhi lo stato in cui versa uno dei penitenziari più sovraffollati d'Italia.

"Io sto sfacendo lo sciopero della fame - racconta Rita Bernardini- Ne avevo già fatto uno di 25 giorni a dicembre adesso l'ho ripreso da 12 giorni e comincia ad essere pesante. Però da Poggioreale è successo il miracolo della non violenza: gli esponenti di Forza Nuova che dal punto di vista degli ideali sono quanto di più lontano da noi, mi hanno fatto sapere che hanno aderito allo sciopero della fame usando queste parole, 'ammainando le nostre bandiere, sposando la legalità' perché non vogliono strumentalizzare la lotta giusta dei detenuti".

Così alle 11 una delegazione di Nessuno Tocchi Caino con Rita Bernardini, Sergio D'Elia, Elisabetta Zamparutti e i garanti dei detenuti della Regione Campania e del Comune di Napoli, Samuele Ciambriello e Pietro Ioia, sono entrati a Poggioreale. Intanto i familiari dei detenuti sono rimasti all'ingresso radunati in sit in.

"Hanno sbagliato e stanno pagando il loro errore - precisa Maria una ragazza venuta a visitare suo padre - ma la pena non sia castigo. A mio padre ed a tutti i detenuti va comunque garantito il diritto alla salute. Questo virus ci sta mettendo in ginocchio. Stanno in 10 chiusi in una cella, tutti positivi, mi dite come faranno a guarire?"

"Il sistema carcerario e anche la mancanza di personale fa aumentare il tempo che i detenuti sono costretti a passare in celle sovraffollate dove il distanziamento non esiste - continua un'altra mamma di un detenuto di 19 anni - Oggi siamo qui per chiedere alla ministra Cartabia di fare presto e di pensare a pene alternative per chi ha da scontare pene minime. Poggioreale - conclude - è una polveriera che prima o poi potrebbe esplodere. Io sono in pensiero tutti i giorni per mio figlio, è piccolo, io non vivo più con questa ansia".

"I detenuti contagiati oggi a Poggioreale sono 153 - rende noto Ciambriello - ai quali bisogna aggiungere 46 agenti di polizia penitenziaria. Per due detenuti è stato necessario il ricovero in ospedale mentre i detenuti contagiati in tutta la Campania sono 482 e 183 sono gli agenti". Per non contare tutte le difficoltà che stanno vivendo nel carcere dove "manca tutto, anche la carta igienica - racconta un'altra familiare di un detenuto -le mascherine ffp2 mancano e non c'è adeguata assistenza sanitaria. In una cella c'è solo 1 termometro per 11 persone".

"Covid e carcere creano insicurezza e il sovraffollamento che registriamo a Poggioreale, con detenuti che continuano ad arrivare anche da fuori regione, non fa che peggiorare la situazione. Chiediamo - aggiunge Ciambriello - che il ministro provveda al più presto ad un decreto svuota carceri magari a partire dall'aumento dai giorni previsti per la scarcerazione anticipata". Molti dei parenti giunti per incontrare i detenuti hanno appreso solo all'ingresso che il loro congiunto era contagiato o in isolamento.

"Le lamentele di mogli, figlie e mamme - conclude il garante - sono del tutto legittime. Bisogna pensare ad una migliore informazione magari aprendo uno sportello telematico di informazione facendo il più possibile ricorso alle videochiamate". Al termine della visita della delegazione il garante di Napoli Pietro Ioia ha così commentato su Facebook la visita: "Da poco usciti dal carcere di Poggioreale, grande ovazione e applausi dei detenuti per Rita Bernardini (io mi sono commosso) chiedendogli di sospendere lo sciopero della fame, perché la grande guerriera ci serve da viva".