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di Flavia Carlorecchio


La Repubblica, 26 gennaio 2022

 

L'allarme dell'Unicef: "Quei piccoli detenuti sono oltre tutto esposti alle violenze". Una tentata evasione dalla prigione di Ghwayran mette in pericolo 850 ragazzini. Almeno 100 vittime e migliaia di sfollati dopo le violenze ad Al-Hasakah, nel Nord-Est della Siria. Gli atti brutali ci sono stati a seguito del tentativo di evasione della prigione di "Ghwayran", lo scorso 21 gennaio. I disordini hanno messo a rischio la sicurezza di circa 850 bambini detenuti. Alcuni di loro hanno solo 12 anni e rischiano quotidianamente di essere picchiati e feriti, se non uccisi oppure reclutati con la forza. Lo afferma il rappresentante dell'Unicef in Siria, Bo Viktor Nylund, che in una nota chiede che siano rilasciati tutti i minori. "Lo stato di fermo per i bambini dovrebbe solo essere una misura di ultima istanza per il minor tempo possibile", afferma Nylund.

Diecimila donne e bambini in carcere. I piccoli vivono in condizioni impossibili anche nei campi di Al-Hol e Roj nel Nord-Est della Siria. Qui circa 10.000 madri e figli sono in centri di detenzione. Ai minori mancano i servizi essenziali: abiti caldi, cibo, istruzione, servizi igienici. Un rapporto pubblicato lo scorso settembre da Save the Children - "Quando inizierò a vivere?" - parla di 60.000 persone, di cui 40.000 minori. Sono presenti cittadini siriani e iracheni, molti fuggiti dopo l'espandersi dell'influenza militare del cosiddetto stato islamico (IS), oltre che donne e bambini provenienti da 60 Paesi.

"Proteggere i bambini". "L'Unicef chiede a tutte le parti in conflitto nel Nord-Est, e in ogni caso ovunque in Siria - dice Bo Viktor Nylund - di tenere i bambini lontani dai pericoli e proteggerli in ogni momento. Continuiamo a facilitare il coinvolgimento delle autorità locali, a sostenere la logistica del rimpatrio, a preparare i bambini e le loro madri a tornare a casa nei loro Paesi d'origine e ad aiutare alcuni dei bambini a reintegrarsi. Il tempo scorre. Ogni giorno conta e ora è necessaria una maggiore azione collettiva".