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Corriere del Veneto, 26 gennaio 2022


I sindacati: "In carcere situazione sempre più preoccupante". Il sovraffollamento, nel carcere di Vicenza, rimane una costante, ma quello che non passa inosservato nella relazione dell'anno giudiziario, è il numero dei cosiddetti "eventi critici" e cioè di suicidi, riusciti o tentati, e di episodi di autolesionismo. In "preoccupante aumento" si legge, forse anche per le conseguenze del Covid, tra queste la sospensione di attività e visite.

Il penitenziario Dal Papa, in Veneto, è tra quelli che sfora maggiormente in quanto a numero di detenuti, così come quello Veronese: al 30 giugno 2021 si contavano 390 "ospiti" quando la capienza regolamentare è di 273. Situazione simile a Montorio dove l'estate scorsa gli utenti erano 477 contro i 335 previsti. Il carcere di San Pio X è anche l'unico, a livello regionale, ad aver registrato due suicidi, per uno dei quali è anche stata aperta un'inchiesta della procura con due agenti indagati (il caso era quello di un vicentino accusato di omicidio).

Un unico decesso invece è avvenuto nelle strutture di reclusione di Padova, Montorio e Rovigo. Sempre al Dal Papa, non sono riusciti 22 tentativi di farla finita mentre si sono contati nel corso dell'anno scorso oltre 93 casi in cui i detenuti si sono inferti delle ferite. Dati che fanno riflettere. Segnalati anche dal Garante nazionale delle persone private della libertà che fa sapere come al 24 gennaio i suicidi in carcere nel 2022 sono stati otto: uno ogni tre giorni. "È un dato che non può essere né sottovalutato né, tantomeno, ignorato" sostiene il Garante per il quale serve un dialogo per richiamare l'attenzione su una situazione di difficile gestione.

"Nell'ultima visita fatta, a novembre, l'indice di sovraffollamento era del 137%, un totale di 366 detenuti e una carenza di organico di 90 unità come da dati del Dipartimento" fa sapere Leonardo Angiulli, segretario interregionale del sindacato di polizia penitenziaria Uspp. Che spiega come a Vicenza arrivino detenuti di altri penitenziari che non ricevono nuovi carcerati e questo porta ad "una difficile gestione del reparto".

E i numeri sono addirittura in crescita. "C'è stato un incremento del 5% degli utenti e una diminuzione del 4% del personale legata anche alla malattia" prosegue Angiulli che a nome del sindacato intende dare il benvenuto al nuovo direttore in missione, Bernardo Ponzetta, vice direttore della casa di reclusione di Padova. Quanto agli "eventi critici" il referente dell'Uspp motiva in parte quel preoccupante aumento per la presenza di un "reparto a regime chiuso dove vengono ristretti utenti di difficile adattamento arrivati anche da altri istituti d'Italia".