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di Andrea Spinelli Barrile


africarivista.it, 1 febbraio 2022

 

La già drammatica situazione delle carceri liberiane, sovraffollate e inadeguate per quanto riguarda la tutela dei diritti dei detenuti, si è aggravata oltremodo nel mese di gennaio a causa di una grave crisi alimentare. Secondo i quotidiani liberiani infatti l'amministrazione carceraria si è trovata costretta a dichiarare "piene" e non più disponibili a ospitare altri detenuti almeno due strutture su 15, ma dappertutto ai detenuti è stato interrotto il vitto per qualche giorno perché era finito il cibo.

La mancanza di rifornimenti ha colpito tutte le strutture carcerarie liberiane e solo l'intervento del filantropo Upjit Singh Sachdeva detto Jeety e di un ente di beneficienza locale è stato possibile sopperire alle carenze alimentari. Anche se i problemi a monte, sovraffollamento e mancanza di fondi, restano nella loro interezza: il carcere di Monrovia ospita 1400 detenuti a fronte di soli 400 posti disponibili e nonostante le pareti esterne della struttura siano state dipinte di fresco da poco, forse per indurre l'occhio del passante a pensare che le condizioni siano simili all'interno, la situazione dei detenuti resta critica.

"Il governo ci dà da mangiare un piatto" di riso "ogni giorno, una volta al giorno" riportano i media citando un detenuto durante un incontro con la stampa durante la cerimonia di apertura di un nuovo centro per le visite, diventato un'occasione di sfogo.

La situazione non è solo insostenibile per i detenuti: il responsabile del carcere di Monrovia Varney Lake ha ammesso che il sovraffollamento, da solo, rappresenta una "grave violazione dei diritti umani", denunciando al quotidiano Frontpage Africa la carenza di fondi e di strutture ben manutenute. Il direttore nazionale delle carceri, Sainleseh Kwaidah, ha confermato che la mancanza di cibo per i detenuti è una delle tante sfide che la giustizia liberiana deve affrontare. I fondi, in realtà, ci sarebbero ma il governo è lento nel rilasciarli: secondo Kwaidah i fondi attesi per settembre sono arrivati solo dopo Natale e di conseguenza le varie sovrintendenze carcerarie sono state costrette a prendere denaro in prestito per sfamare i detenuti.

Un altro problema delle carceri, che si aggiunge alle strutture fatiscenti, al sovraffollamento, alla carenza di fondi e cibo, è la mancanza di strutture mediche e di materiale per le guardie carcerarie, a partire dalle divise: l'ultimo lotto di forniture di uniformi risale a 10 anni fa e fu donato dalle Nazioni Unite. Allo stesso modo le amministrazioni penitenziarie lamentano la carenza di mezzi e di carburante per il trasferimento dei detenuti: "Accompagniamo i prigionieri di molte delle nostre prigioni sui kek-keh" (le moto a tre ruote) ha detto alla Bbc Kwaidah, spiegando che i veicoli lasciati dalle Nazioni unite più di sei anni fa sono, in buona parte, guasti.

Il ministro della Giustizia Frank Musa Dean, responsabile del sistema penale, ha detto alla Bbc che il governo è consapevole dell'entità dei problemi delle carceri, evidenziati tra l'altro in un recente audit ufficiale, ma non ha ancora trovato una soluzione a breve termine, confidando nell'assegnazione di ulteriori risorse da parte del Parlamento.

Nel 2011 il governo aveva annunciato un piano decennale per riformare le carceri ma, 11 anni dopo, il piano non è mai stato completato e la situazione è peggiore rispetto a quando fu varato, con la popolazione carceraria più che raddoppiata.