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di Paolo M. Alfier


Avvenire, 3 febbraio 2022

 

Il raid è avvenuto nella provincia dell'Ituri: in azione il gruppo Codeco, che difende gli agricoltori Lendu nella faida con i pastori Hema. Li hanno sorpresi nella notte, invadendo il campo profughi di Savo, vicino alla cittadina di Bule, nella provincia nord-orientale congolese dell'Ituri. Approfittando del buio, un gruppo di miliziani è entrato nel campo e provocato l'ennesimo massacro compiuto con armi da fuoco e machete: almeno sessanta sfollati sono rimasti uccisi, un'altra quarantina feriti per mano del gruppo Codeco, che da alcuni anni pretende di difendere gli agricoltori Lendu nella faida con la comunità di pastori Hema.

"Ho sentito delle urla mentre stavo ancora dormendo, poi una sparatoria durata diversi minuti - ha raccontato Lokana Bale Lussa, residente nel campo. Sono scappato vedendo che c'era chi appiccava fuoco nel campo, mentre la gente chiedeva aiuto. Ho capito che i miliziani Codeco avevano invaso la nostra zona. Abbiamo bisogno di maggiore sicurezza: già non avevamo accesso alle nostre terre, ora veniamo perseguitati anche nei campi". Secondo alcune ricostruzioni, militari dell'esercito congolese avrebbero incrociato i miliziani dopo il massacro, ma il gruppo armato sarebbe comunque poi riuscito a fuggire.

L'area in cui ha avuto luogo il massacro è quella di Djugu, al confine con il Lago Albert e l'Uganda che si trovano ad est, area che già da tempo è teatro degli scontri tra le comunità Lendu e Hema. I combattimenti tra i due gruppi sono esplosi tra il 1999 e il 2003, causando decine di migliaia di vittime prima di essere frenati da una forza di interposizione dell'Unione Europea, Artemis. La violenza è poi ripresa nel 2017, attribuita all'emergere di Codeco (Cooperativa per lo sviluppo del Congo) che punta a difendere i Lendu e che, secondo le Nazioni Unite, ha già provocato centinaia di vittime e costretto alla fuga migliaia di civili.

Il gruppo - che ultimamente ha più volte preso di mira i campi profughi - è una delle tante formazioni armate che operano nella provincia, tra le più turbolente dell'intera Repubblica democratica del Congo. Il campo profughi di Savo ospita attualmente circa 24mila persone rispetto a un totale di 1,7 milioni di sfollati in tutta la provincia dell'Ituri, provincia in cui nel 2021 le vittime civili sono state oltre 1.200.

Sia nell'Ituri che nel vicino Nord Kivu sono peraltro sempre più frequenti le segnalazioni di incursioni di formazioni anche di stampo jihadista. Non a caso proprio nel Nord Kivu, nel territorio di Beni, nei giorni scorsi è stato arrestato un noto jihadista di nazionalità keniana, Salim Mohamed, inviato nella regione dal Daesh. A riferirlo l'Agenzia Fides, che ha riportato la nota di Cepadho, una Ong congolese con base a Goma.