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Corriere del Veneto, 3 febbraio 2022


"Nella casa circondariale di Vicenza il numero dei positivi e in aumento: nell'ultimo report ufficiale risultano positivi 31 detenuti e 11 dipendenti, ma la situazione è in continua evoluzione e ad oggi potrebbe essere ancora più grave". Lo denuncia la Cgil Funzione Pubblica che si dice preoccupata per la situazione "che incide negativamente sul poco personale che lavora al suo interno". Perdipiù "l'aumento dei casi positivi indica anche che i protocolli non hanno funzionato, o che hanno funzionato solo in parte". Per questo il coordinatore regionale Veneto Fp Cgil penitenziari Gianpietro Pegoraro assieme al segretario provinciale di Vicenza Andrea Mantiero sollecita una "revisione dei protocolli, anche perché - spiega - la tutela di chi lavora va posta in primo luogo, data anche la particolarità del lavoro".

E ancora: "Come Fp Cgil riteniamo non derogabile assicurare a questi particolari lavoratori, con cadenza regolare, di essere sottoposti a tampone - continuano i sindacalisti - Come anche di assicurare al personale che vive in caserma una struttura idonea in grado di ospitarlo, poiché le condizioni dell'attuale caserma sono precarie per contenere il personale di polizia penitenziaria sottoposto a isolamento sanitario per essere positivo al Covid".

Il riferimento è alle stanze della caserma che non dispongono di docce in camera: "Docce poste nei lati del corridoio - sbottano - e ne funzionano solo tre su nove". Altro aspetto che riguarda la carenza di organico (90 unità secondo i più recenti dati) è relativo ai trasferimenti dei detenuti al palazzo di giustizia "viene impiegato un numero di unità superiori a quello previsto, poiché gli automezzi della polizia penitenziaria vengono fatti sostare al di fuori del tribunale".

Di qui la necessità, per la Cgil, di "avvalersi del poco personale presente in modo più efficiente, consentendo agli automezzi coi detenuti di accedere alle aree di sosta interna del tribunale". Interventi considerati "facilmente realizzabili" e che "rappresenterebbero un segnale di attenzione al personale, sottoposto a condizioni di lavoro davvero complicate".