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Corriere del Veneto, 3 febbraio 2022


I primi casi emersi una decina di giorni hanno fatto scoppiare un maxi-focolaio: sono 71 i detenuti positivi del carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia. E a questi vanno aggiunti anche 7 lavoratori, a loro volta contagiati. All'inizio erano risultati positivi 11 detenuti, che avevano portato all'isolamento di altri 61.

Quest'ultimi erano tutti asintomatici e, come si legge nel report diffuso allora dal Ministero della Giustizia, nessuno di loro era stato isolato in camera singola. Nella documentazione si specifica infatti che i 61 carcerati erano stati sottoposti a regime di "isolamento con altri detenuti". A distanza di una sola settimana il cluster all'interno di Santa Maria Maggiore, che ospita poco più di 200 carcerati, si è allargato in maniera esponenziale.

"I numeri parlano da sé: all'interno della struttura un detenuto su tre è contagiato - sottolinea Gianpietro Pegoraro, Cgil - mi sembra evidente che qualcosa nei protocolli sanitari previsti non funzioni. È necessario intervenire velocemente prevedendo una campagna di screening periodico a cadenza stretta come avviene negli ospedali. Una campagna di test a tappeto, con tamponi sia sui detenuti che sui lavoratori in modo da riuscire a garantire la sicurezza e la salute di entrambi". Non è la prima volta che nel carcere veneziano scoppia un focolaio. L'ultimo, di vaste dimensioni, era divampato a metà dicembre quando erano risultati positivi 21 detenuti e cinque lavoratori. Ma un cluster, in questo caso contenuto nei numeri, ha interessato anche il carcere femminile alla Giudecca dove sono risultate positive una detenuta e quattro lavoratrici.